
auto piccole
L’Unione Europea accelera sul fronte automobilistico. Bruxelles punta a una nuova categoria di piccole auto elettriche e accessibili, con vantaggi fiscali e regole dedicate. L’obiettivo è rilanciare l’industria europea, oggi in difficoltà per la concorrenza cinese, i dazi statunitensi e una transizione elettrica più lenta del previsto.
Dialogo strategico con i costruttori
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha incontrato a Bruxelles rappresentanti delle case automobilistiche e delle associazioni di categoria. L’incontro fa parte della nuova fase del dialogo strategico tra istituzioni e settore auto. Sul tavolo il tema della scadenza del 2035, che prevede lo stop alla vendita di nuove auto a combustione interna. I produttori hanno dichiarato che l’obiettivo, nelle condizioni attuali, non è raggiungibile. La Commissione ha quindi deciso di anticipare al 2025 la revisione delle regole del Green Deal, prevista inizialmente per il 2026.
La proposta delle E-Car
Tra i punti più discussi c’è la creazione di una categoria normativa per le cosiddette E-Car, cioè auto piccole e convenienti. Questi veicoli potrebbero ottenere agevolazioni fiscali e incentivi mirati. L’idea, annunciata già da von der Leyen nel suo discorso annuale sullo stato dell’Unione, piace a diversi costruttori europei. In particolare, Stellantis e Renault vedono nei modelli compatti una strada per riconquistare quote di mercato. Di recente il CEO di Stellantis, Filosa, ha chiesto incentivi speciali per le piccole auto. Anche Luca de Meo, per anni alla guida di Renault, aveva suggerito un’alleanza europea “in stile Airbus” per sviluppare veicoli elettrici compatti, capaci di contrastare la pressione dei marchi cinesi.
Il modello giapponese delle kei car
La Commissione guarda con interesse alle kei car giapponesi, auto lunghe al massimo 3,4 metri, economiche e pensate per i centri urbani. In Giappone esistono sia modelli elettrici sia endotermici, con costi competitivi e grande diffusione. In Europa queste vetture potrebbero offrire una risposta concreta alle esigenze di mobilità cittadina e ai problemi di traffico.
C’è però un ostacolo normativo: le regole di omologazione. De Meo ha ricordato che un’auto grande come la Mercedes Classe S ha più facilità a ottenere 5 stelle Euro NCAP grazie alla lunghezza del cofano, mentre per un veicolo compatto il risultato è molto più difficile da raggiungere. Servirebbe dunque un adeguamento delle norme in base alla categoria e all’utilizzo, senza ridurre gli standard di sicurezza.
Le sfide per l’industria europea
Il successo delle piccole auto potrebbe consentire ai costruttori di saturare le fabbriche, mantenere l’occupazione e recuperare competitività. Tuttavia, il percorso resta incerto. Da un lato i costruttori devono affrontare investimenti elevati per lo sviluppo di piattaforme dedicate; dall’altro i consumatori devono essere convinti a scegliere modelli più compatti, in un mercato ancora dominato dai SUV.
Un’altra incognita riguarda la capacità dell’Europa di competere sui prezzi con i marchi cinesi, che già offrono elettriche compatte a costi più bassi. Per questo il piano europeo dovrà combinare politiche industriali, incentivi e regole chiare, evitando che il settore perda ulteriore terreno.
