Il nuovo Google Pixel 10 è passato sotto gli strumenti di iFixit per un’analisi dettagliata dell’hardware interno. Il teardown ha messo in luce alcuni progressi rispetto alle generazioni precedenti, soprattutto per quanto riguarda la rimozione della batteria e la modularità di alcuni componenti. Allo stesso tempo, però, persistono limiti che impediscono di parlare di un dispositivo realmente facile da riparare.
Un design a sandwich per semplificare l’accesso
Il Pixel 10 utilizza una struttura definita “a sandwich”, che permette di accedere all’interno sia dal fronte che dal retro. Questa scelta offre flessibilità durante le operazioni di manutenzione: ad esempio, per sostituire la batteria non è necessario rimuovere il display. Un dettaglio che rappresenta un miglioramento concreto rispetto al passato, quando i manuali ufficiali raccomandavano di riscaldare l’adesivo prima di tentare l’estrazione.
iFixit ha evidenziato la presenza di un nuovo sistema di linguette che rende la batteria più accessibile, pur rimanendo fissata con adesivi piuttosto forti. Non siamo ancora di fronte a una soluzione ideale, ma il passo avanti rispetto alle generazioni precedenti è evidente.
Componenti modulari e layout ordinato
Uno dei punti più apprezzati riguarda la porta USB-C, spesso soggetta a guasti per l’uso intensivo. Sul Pixel 10 è stata progettata come componente modulare, quindi facilmente sostituibile senza dover intervenire sulla scheda madre. Lo stesso discorso vale per lo speaker, altro elemento che può deteriorarsi nel tempo.
Il layout interno dello smartphone è stato definito “pulito e ordinato”, con un cablaggio semplice e senza eccessivi elementi ridondanti. Tutte le viti condividono lo stesso formato Torx 3 Plus, riducendo la necessità di strumenti diversi e rendendo lo smontaggio più lineare.
I punti critici
Nonostante i miglioramenti, iFixit ha individuato diversi aspetti critici. La rimozione della scheda madre principale richiede di smontare prima il modulo fotografico e le antenne, che nascondono alcune viti supplementari. Si tratta di un passaggio che complica le operazioni, soprattutto per chi non ha esperienza.
Altro elemento da considerare è la forza dell’adesivo usato per il display. Rispetto alla back cover, che può essere rimossa con strumenti semplici come plettri e ventose, lo schermo richiede l’applicazione di calore per poter essere staccato senza rischi. Per fortuna il pannello è piatto, quindi il rischio di rottura è inferiore rispetto a dispositivi con bordi curvi.
La valutazione finale di iFixit
Il punteggio assegnato da iFixit al Pixel 10 è stato un 6 su 10. Non un disastro, ma neanche un risultato che possa competere con i dispositivi più attenti alla riparabilità. Tra i punti positivi spiccano l’accesso alla batteria senza riscaldamento, la modularità della porta USB-C e dello speaker, l’uso uniforme delle viti e la disponibilità immediata dei manuali ufficiali.
Tra gli aspetti negativi restano l’uso eccessivo di adesivi forti, sia per la batteria che per il display, e la complessità necessaria per accedere alla scheda madre. In sostanza, chi volesse riparare il Pixel 10 senza assistenza ufficiale dovrebbe comunque affrontare passaggi delicati e non sempre immediati.
