Negli ultimi tempi il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto parlare di sé in merito alla questione climatica dal momento che quest’ultimo si è sempre professato contrario ad ogni forma di preoccupazione in merito il cambiamento del clima che sta avvenendo ormai da decenni, recentemente questa tematica è stata inasprita da un rapporto del Dipartimento dell’Energia statunitense (DOE), Il quale è stato letteralmente stroncato da un documento di 434 pagine firmata da più di 85 climatologi di università e centri di ricerca di primo piano, i quali hanno definito quest’ultimo come un vero e proprio pasticcio disorganizzato privo di credibilità scientifica.
Mal fatto e poco credibile
Gli scienziati hanno contestato al dipartimento dell’energia determinati elementi che risultano poco trasparenti e soprattutto non coerenti Dal momento che risulta palese un distorto utilizzo di determinati elementi scientifici per condurre le argomentazioni ad un punto prestabilito, determinate citazioni infatti sono state utilizzate in modo improprio e viene contestata anche la presenza di determinati esperti scientifici da sempre avversi al riconoscere il problema climatico che affligge il mondo, i quali sono stati chiamati per l’appunto, a redarre questo report, cosa che violerebbe il principio di pluralità di punti di vista da rispettare nei comitati consultivi.
Come se non bastasse gli esperti hanno poi continuato, sottolineando come il documento sia costruito su citazioni parziali, omissioni e statistiche inesistenti, con l’obiettivo di ridimensionare i rischi legati alla crisi climatica, anche il processo di redazione è stato passato al vaglio degli esperti e viene sottolineato come quest’ultimo non rispetti gli standard legati ad una revisione aperta da parte della comunità scientifica che garantisca la massima trasparenza, in questo caso, infatti, i lavori sono stati svolti completamente a porte chiuse.
In ultimo i ricercatori hanno contestato che circa l’11% delle citazioni presenti all’interno di questo documento provengano dagli stessi cinque autori chiamati per redarlo, cosa che ovviamente va a minare l’oggettività del documento stesso.
