In un laboratorio svizzero, un gruppo di ingegneri e ricercatori ha lavorato senza sosta ad un progetto. Il quale punta a riscrivere le regole dell’intelligenza artificiale. Il loro obiettivo non era solo creare un nuovo modello, ma costruire qualcosa di diverso: un’AI che chiunque potesse esplorare, capire e usare. Il nome di quest’ultima è Apertus, parola latina che significava “aperto”. Un nome che riflette la filosofia del progetto. A differenza di molti modelli già noti, la squadra svizzera non attinge a contenuti nascosti o protetti. Tutto ciò che serve per addestrare il modello proviene da fonti pubbliche, documenti, articoli e testi liberamente accessibili. Tale approccio non è solo etico, ma strategico: Apertus vuole essere un modello che rispetta le regole europee sul copyright e sulla gestione dei dati.
Nuovo modello AI: ecco i dettagli di Apertus
La nuova intelligenza artificiale non è un singolo software, ma una famiglia di modelli. Una versione più piccola conta 8 miliardi di parametri, l’altra arriva a 70 miliardi. Mentre l’addestramento avviene su testi in oltre 1.800 lingue. È una macchina pensante globale, capace di dialogare con diverse culture e contesti. Inoltre, la trasparenza è un altro punto di forza. Chiunque può aprire il codice, studiare come prende decisioni, modificarlo e persino usarlo come base per nuove idee.
Il progetto non compete con i giganti americani per la potenza pura. La sua forza è un’altra: la fiducia. In un’Europa che pone regole severe su responsabilità e diritto d’autore, Apertus rispetta tutto, diventando un modello che rispetta le regole. In tal modo, è pronto per essere adottato da università, aziende e laboratori pubblici.
Per la Svizzera, Apertus è più di un semplice software. È un segnale: mostra che è possibile creare un’intelligenza artificiale potente senza sacrificare etica, legalità o trasparenza. Una tecnologia che non resta chiusa in server lontani, ma che chiunque può studiare e migliorare.
