BYD, protagonista assoluta della transizione elettrica in Cina e nel mondo, ha deciso di abbassare le previsioni di vendita per il 2025. L’obiettivo fissato inizialmente a 5,5 milioni di veicoli appare ormai fuori portata. La società è infatti ora costretta a puntare a quota 4,6 milioni di unità. La revisione al ribasso, pari a un taglio del 16%, è stata comunicata internamente e ai fornitori già ad Agosto. Il motivo? Dare loro l’ opportunità di modificare in anticipo i ritmi produttivi. Una scelta che dimostra con chiarezza la fase complicata attraversata dall’industria automobilistica cinese, segnata da margini in calo e da una concorrenza sempre più feroce.
Produzione in calo e prospettive incerte per BYD
Se nel 2024 le vendite avevano superato i 4,3milioni di unità, proiettando BYD tra i primi costruttori mondiali, oggi la situazione non è più così brillante. La crescita prevista per quest’anno si fermerebbe intorno al 7%, la più bassa degli ultimi cinque anni. A pesare è soprattutto la guerra dei prezzi in atto sul mercato interno, dove i produttori cercano di attrarre clienti con ribassi aggressivi, limitando però i profitti. Non sorprende quindi che, nel secondo trimestre del 2025, BYD abbia registrato un calo del 30% degli utili, il primo dopo oltre tre anni di progressi ininterrotti.
Oltre alle vendite, a preoccupare è la produzione, scesa per il secondo mese consecutivo ad agosto. Un dato che non si vedeva dal 2020 e che segna una svolta dopo anni di crescita senza pause. La Cina, che assorbe quasi l’80% delle immatricolazioni del marchio, resta un mercato importante ma sempre più saturo. All’estero, invece, la competizione con i grandi nomi dell’automotive tradizionale limita i margini di espansione, nonostante i progressi nei Paesi emergenti.
Il ridimensionamento degli obiettivi non significa però una frenata definitiva. Con 4,6 milioni di auto previste, BYD resterebbe comunque ai vertici mondiali per volumi. Insomma il tempo della crescita record sembra finito e la nuova fase richiederà strategie più caute, maggiore efficienza e investimenti mirati. La sfida sarà mantenere la leadership in un mercato sempre più competitivo e meno redditizio.
