Vodafone Italia ha introdotto modifiche importanti ai costi di disattivazione della linea fissa per chi sottoscrive le nuove offerte Casa, lanciate il 4 settembre 2025. La novità riguarda i contratti su FTTC, Fibra FTTH e FWA, che ora prevedono importi più elevati in caso di dismissione della linea entro i primi due anni di servizio. Rimangono invece invariati i costi di recesso in caso di passaggio ad altro operatore. La revisione è parte del nuovo portafoglio Vodafone-Casa, che ha sostituito le precedenti Internet Unlimited e Casa FWA e si inserisce nel progetto di integrazione con Fastweb, dopo l’acquisizione di VodafoneItalia da parte di Swisscom.
Vodafone Casa, stop ai vincoli di attivazione ma più attenzione nei primi 24 mesi
Fino al 3 settembre 2025, le vecchie condizioni prevedevano per le linee ADSL, FTTC e FTTH un costo di 23€ per la dismissione e 15€ per la migrazione. Invece per le connessioni FWA la soglia era di 18€ in entrambi i casi. Con le nuove offerte Vodafone Casa, i valori cambiano dopo molto. Nei primi 24 mesi di contratto, per FTTC e Fibra FTTH la dismissione della linea comporta un esborso di 27,95€, mentre la migrazione verso altro operatore resta a 15€. Per le offerte Casa-FWA, invece, il costo di dismissione è fissato a 24,95€, con la migrazione che resta stabile a 18€.
Oltre alla modifica delle spese di disattivazione, Vodafone ha eliminato il contributo di attivazione rateizzato che fino a oggi pesava 5€ al mese per 24 mesi. Ciò significa che non esiste più un vincolo di permanenza legato alle rate residue. L’unico costo da considerare nei primi due anni è quello di disattivazione, previsto dalla normativa AGCOM. Dopo il ventiquattresimo mese, invece, non sono più applicati costi di uscita, salvo quelli legati al periodo di preavviso o alla restituzione di apparecchiature.
La regolamentazione dell’AGCOM, con le delibere 487/18/CONS e 307/23/CONS, stabilisce che i costi di recesso debbano essere proporzionati ai reali costi sostenuti dall’operatore. In più, se il cliente decide di recedere in seguito a una modifica unilaterale delle condizioni contrattuali, non deve sostenere alcuna spesa di disattivazione. Per i consumatori, quindi, la scelta più conveniente nei primi due anni resta la migrazione a un altro operatore, che comporta importi più bassi rispetto alla dismissione completa della linea.
