Negli ultimi anni il mondo dei social è diventato un terreno instabile, e gli scienziati lo sanno bene. Per molto tempo Twitter era la piazza virtuale in cui aggiornarsi, condividere studi e costruire relazioni professionali. Poi, tra il 2022 e il 2023, qualcosa si è rotto: l’acquisizione da parte di Elon Musk e i cambiamenti agli algoritmi hanno trasformato quella che era una comunità vivace in un ambiente sempre più caotico e meno accogliente.
Bluesky sta rivoluzionando la divulgazione scientifica online
David Shiffman, biologo marino e divulgatore, è stato uno dei primi a dirlo apertamente: serviva un nuovo spazio. E per molti la risposta si è chiamata Bluesky, una piattaforma che assomiglia al vecchio Twitter ma con un’anima diversa, meno frenetica e più sana. Non a caso, un sondaggio condotto da Shiffman insieme alla sociologa Julia Wester ha mostrato quanto forte sia il cambiamento: più di 800 scienziati hanno raccontato le loro abitudini online e il quadro è chiarissimo. Se prima oltre il 90% di loro usava Twitter per restare aggiornato, oggi tre quarti ammettono che il social non funziona più come un tempo. Molti hanno ridotto drasticamente la presenza, altri hanno cancellato il profilo e scelto Bluesky come nuova casa digitale.
Il motivo? Twitter è diventato terreno fertile per spam, bot e polemiche tossiche. Al contrario, su Bluesky le conversazioni scorrono più fluide, con una moderazione attenta e strumenti che permettono di sentirsi di nuovo parte di una comunità. E anche se i numeri dei follower sono spesso più bassi rispetto al passato, l’interazione è sorprendentemente più alta: i post ottengono più commenti, più condivisioni e, soprattutto, più attenzione reale.
La differenza si vede anche fuori dalla piattaforma. Shiffman racconta che oggi Bluesky porta cento volte più traffico al suo blog rispetto a Twitter. Lo stesso accade a siti di settore come Ars Technica, che segnalano come per la prima volta i clic in arrivo da Bluesky abbiano superato quelli del vecchio social.
Certo, non mancano le critiche: c’è chi teme che Bluesky stia diventando una bolla chiusa. Ma, come ricorda lo stesso Shiffman, ogni nuovo spazio sociale porta con sé regole da riscrivere e opportunità da esplorare. Il futuro della divulgazione scientifica online, insomma, potrebbe giocarsi proprio qui: in un ambiente dove conta meno il numero e molto di più la qualità delle conversazioni.
