Nascosto per quasi un secolo tra i materiali di un antico scavo, è emerso un fossile particolarmente interessante. Si tratta di un piccolo cranio appartenuto a un bambino. Il quale ha aperto una nuova finestra sul nostro passato remoto. Anche se le dimensioni sono ridotte, tale fossile custodisce una quantità sorprendente di dati sull’evoluzione dell’uomo. Oltre che sulle relazioni tra specie che per lungo tempo si pensavano separate. È stato ritrovato nella grotta di Skhul, in Israele. E risale a circa 140.000 anni fa. Il bambino a cui apparteneva aveva appena cinque anni, ma nella sua morfologia si intrecciano caratteristiche che appartengono a due mondi. Ovvero quello dei Neanderthal e quello dei primi Homo sapiens.
Nuovo fossile svela importanti dettagli sull’evoluzione umana
È stato individuato un nuovo fossile da 140.000 anni che svela un nuovo punto di congiunzione con i Neanderthal.
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