Nelle ultime settimane i riflettori sono tornati a puntarsi su Apple, e questa volta non per l’uscita di un nuovo iPhone. Secondo quanto riportato da The Information, l’azienda di Cupertino starebbe valutando mosse inedite nel campo dell’intelligenza artificiale, con un interesse che andrebbe ben oltre le piccole acquisizioni a cui ci ha abituati. Sul tavolo ci sarebbero due nomi pesanti: Perplexity AI, la startup americana che sogna di sfidare Google nel settore della ricerca, e Mistral AI, giovane realtà francese che in meno di due anni è diventata una delle voci più autorevoli nella corsa ai grandi modelli linguistici.
Apple valuta acquisizioni miliardarie nel mondo AI tra Perplexity e Mistral
A rendere la vicenda ancora più interessante è il dibattito interno che divide il management. Da un lato c’è chi spinge per un investimento deciso, sostenendo che per colmare il divario con i rivali serva una mossa rapida e coraggiosa. Tra i più convinti c’è Eddy Cue, storico volto dei servizi Apple. Dall’altro lato, però, non manca chi difende la tradizione di un’azienda che ha sempre preferito sviluppare la propria tecnologia in casa, con Craig Federighi a guidare la fazione più cauta.
Le società che Apple starebbe osservando non potrebbero essere più diverse. Mistral ha fatto della leggerezza e della velocità dei propri modelli il suo marchio, promuovendo una filosofia “open-weight” che la distingue dai colossi statunitensi. Perplexity, invece, lavora a un motore di ricerca che combina intelligenza artificiale e aggiornamenti in tempo reale dal web, offrendo risposte corredate da fonti, un approccio che ha già incuriosito chi sogna un’alternativa al monopolio di Google.
Il nodo resta il prezzo. Finora Apple ha raramente superato cifre a nove zeri nelle sue acquisizioni, con eccezioni come Beats e la divisione modem di Intel. Qui, invece, si parlerebbe di investimenti da miliardi di dollari, un salto strategico che segnerebbe una rottura con la filosofia prudente seguita fino a oggi. Per ora la linea ufficiale resta quella delle piccole operazioni mirate, ma il fatto stesso che circolino ipotesi di questa portata mostra quanto la pressione competitiva stia costringendo Apple a rimettere in discussione le proprie abitudini.
