Il decimo volo di prova di Starship non è stato soltanto un lancio riuscito, ma il segnale che SpaceX è entrata davvero in una nuova fase. Dopo settimane di attesa, rinvii dovuti al maltempo e piccoli intoppi tecnici, il razzo più grande mai costruito dall’uomo ha lasciato la rampa di lancio nelle prime ore del 27 agosto, illuminando il cielo del Texas e accendendo l’entusiasmo di chi segue questa corsa allo spazio.
Starship completa il decimo volo: SpaceX mostra affidabilità e test suborbitali
La scena ha avuto il sapore delle grandi occasioni: più di centoventi metri di acciaio si sono staccati dal suolo con la spinta dei motori Raptor, mentre i commentatori di SpaceX non nascondevano la voce rotta dall’emozione. Non era solo un test, ma una prova di maturità che la compagnia di Elon Musk inseguiva da mesi.
Il primo stadio, il gigantesco Super Heavy, ha compiuto una discesa spettacolare conclusa con uno splashdown controllato nel Golfo del Messico. La manovra del “flip” per risparmiare carburante, tentata invano in altri voli, questa volta è filata liscia, segno che la tecnologia sta finalmente trovando la sua affidabilità.
Ma la vera sorpresa è arrivata con la Ship, l’upper stage da 52 metri, che per la prima volta ha simulato il rilascio di otto satelliti Starlink. Nessuno di essi era destinato a restare in orbita, trattandosi di un volo suborbitale, ma la dimostrazione ha tolto un peso enorme al team: quel sistema di dispiegamento sarà la chiave per i futuri lanci commerciali.
Non è mancato il brivido. Per testare nuovi materiali, SpaceX aveva volutamente rimosso alcune piastrelle termiche, esponendo la navetta a un rientro più aggressivo. Nonostante la perdita di una parte dello “skirt” posteriore, la Ship ha retto fino all’accensione finale ed è ammarata nell’Oceano Indiano, a meno di un chilometro dal punto previsto.
Il successo è stato accolto come un passaggio storico. Non solo perché ha chiuso il capitolo degli incidenti che avevano caratterizzato i voli precedenti, ma perché ha mostrato al mondo che Starship può diventare davvero il veicolo destinato a portare carichi, satelliti e forse un giorno esseri umani verso la Luna e Marte.
