Samsung si prepara a svelare il suo prossimo flagship, il Galaxy S26 Ultra, e le indiscrezioni che circolano sono tante. Tra le novità più interessanti spicca il possibile debutto del display Flex Magic Pixel, una tecnologia pensata per regolare dinamicamente l’angolo di visione. Garantendo così maggiore privacy durante l’uso quotidiano. In parallelo, i rumor parlano di un design rivisitato, con delle linee più morbide e i bordi meno marcati. Oltre a un restyling del modulo fotografico che dovrebbe interrompere la lunga continuità stilistica mantenuta dagli ultimi modelli Ultra.
Samsung non ha fatto passi avanti sull’autonomia del Galaxy S26 Ultra, anche se la ricarica sarà più veloce
Ma nonostante queste innovazioni, c’è qualche problema. Sembra infatti che Samsung abbia deciso di non aggiornare la batteria. Mantenendo la stessa capacità di 5.000 mAh già vista nei modelli precedenti. Da Galaxy S25 Ultra fino al Galaxy S20 Ultra del 2020. Un documento ufficiale del China’s Quality Certification Center ha infatti riportato un modulo identificato come EB-BS948ABY, corrispondente alla stessa capienza utilizzata negli ultimi anni. La scelta potrebbe deludere chi sperava in un salto generazionale, soprattutto considerando i progressi nelle batterie al silicio-carbonio, che avrebbero potuto garantire maggiore autonomia a parità di volume.
La decisione di mantenere la stessa batteria non è priva di ragioni. Secondo i rumor, Samsung potrebbe aver preferito puntare su un profilo più sottile, forse sotto gli 8 millimetri di spessore, sacrificando eventuali miglioramenti nella capienza per favorire eleganza e maneggevolezza. D’altra parte, una buona notizia potrebbe arrivare dal versante ricarica. La velocità potrebbe salire fino a 60W, contro i 45W attuali, migliorando sensibilmente i tempi di rifornimento energetico.
Questo compromesso tra estetica, ingombro e prestazioni energetiche potrebbe rappresentare una scelta strategica per posizionare il Galaxy S26 Ultra come un dispositivo sofisticato, ma non necessariamente rivoluzionario. In attesa della conferma ufficiale, resta l’interrogativo su quanto inciderà questa scelta nella percezione del pubblico, sempre più attento all’autonomia oltre che alle performance.
