Il futuro dell’editing fotografico passa per la voce. Google ha ufficialmente introdotto in Foto la possibilità di modificare le immagini utilizzando comandi in linguaggio naturale. Niente più regolazioni manuali. Ora basta dire cosa si desidera per ottenere il risultato in pochi secondi. Questa novità, inizialmente disponibile solo sui Pixel 10 negli Stati Uniti, sarà gradualmente estesa a dispositivi Android e iOS in tutto il mondo. Alla base del sistema c’è l’integrazione con i modelli IA della famiglia Gemini, in grado di comprendere le richieste dell’utente e applicarle con precisione.
Più chiarezza sulle modifiche: su Google Foto arrivano le credenziali C2PA
Con questo approccio, Google punta a semplificare l’esperienza anche per chi non ha competenze tecniche. L’assistente può rimuovere gli elementi dallo sfondo, correggere i colori sbiaditi, migliorare la luce o persino cambiare lo scenario. Il tutto attraverso un’interazione conversazionale, che permette di rifinire il lavoro con istruzioni successive. L’intelligenza artificiale non si limita agli interventi più comuni. Può anche creare composizioni più creative, aggiungendo oggetti decorativi o trasformando lo stile dell’immagine. Un salto in avanti che rende l’editing accessibile a chiunque.
Alla rivoluzione di tutto ciò si accompagna un’attenzione crescente alla trasparenza. Google ha annunciato che le immagini modificate con strumenti IA saranno dotate di credenziali C2PA, un sistema di identificazione dei contenuti già utilizzato nella fotocamera dei Pixel 10. Questo standard permette di mostrare informazioni chiare sull’origine e sulle eventuali modifiche apportate a ogni fotografia, direttamente all’interno dell’app.
La mossa rientra in una strategia più ampia per garantire fiducia e responsabilità nell’uso dell’intelligenza artificiale. Oltre alle C2PA, Google continuerà a utilizzare anche metadati IPTC e strumenti come SynthID, pensati per distinguere i contenuti generati o modificati dall’IA. Il rilascio delle credenziali sarà progressivo, partendo dai Pixel 10 e coinvolgendo successivamente altri smartphone. L’obiettivo è creare un ambiente più consapevole, dove sia sempre chiaro come è stata creata un’immagine.
