Google ha raggiunto un altro traguardo nelle videochiamate con Meet: la traduzione vocale in tempo reale tra inglese e italiano, ora attiva anche in Italia. La nuova tecnologia trasforma le conversazioni in una sorta di doppiaggio live, restituendo la voce tradotta con lo stesso timbro, intonazione ed espressività, mantenendo un tocco umano e naturale.
L’attivazione è già iniziata e chi ha un abbonamento a Google AI Pro (circa €21,99/mese) può già usufruirne. Anche gli utenti AI Ultra negli USA e i piani business di Workspace accedono alle stesse funzioni, con funzionalità destinate a espandersi su scala più ampia nelle prossime settimane. L’obiettivo è estendere presto il supporto a tedesco e portoghese, per arrivare a decine di lingue entro il 2026.
Come funziona la traduzione vocale introdotta su Google Meet
Basta avviare una riunione su Meet da desktop e navigare in “Strumenti della riunione”, poi selezionare “Traduzione vocale”, scegliere tra lingua parlata e lingua ascoltata, e attivarla per tutti i partecipanti. Per ricevere la traduzione della propria voce, serve il consenso dell’utente. Dopo l’attivazione, un badge mostra che la funzione è attiva e i partecipanti possono continuare a conversare normalmente. Il sistema usa un modello neurale audio avanzato (AudioLM di DeepMind) affinché la voce tradotta resti intonata e coerente con l’originale.
La traduzione avviene con latenza minima, sufficiente per discutere in modo quasi naturale. È un sistema pensato per abbattere le barriere linguistiche senza compromettere emozione e spontaneità del parlato.
Oltre all’aspetto tecnico, la novità ha un impatto concreto sul lavoro quotidiano. Aziende internazionali possono gestire riunioni senza dover ricorrere a interpreti esterni, mentre scuole e università hanno l’opportunità di aprire lezioni e conferenze a un pubblico globale. Anche nel settore sanitario o legale la possibilità di comunicare in tempo reale senza barriere linguistiche potrebbe fare la differenza, migliorando l’accesso ai servizi e riducendo incomprensioni critiche.
