Bloccare Meta AI su Threads non è possibile, e la cosa ha fatto esplodere una rivolta tra gli utenti che non hanno preso bene questa limitazione. La novità è legata al lancio di un account ufficiale chiamato appunto Meta AI, pensato per essere taggato nei post e fornire risposte o contesto durante le conversazioni. Un meccanismo che ricorda molto da vicino quello che fa Grok su X, dove taggare l’intelligenza artificiale sotto un post è diventata ormai pratica quotidiana. Solo che stavolta c’è un problema piuttosto evidente: chi va sul profilo di Meta AI e apre il menu delle opzioni scopre che la voce “blocca” non esiste.
Meta AI su Threads: come funziona e dove è attivo
Il funzionamento è semplice. Si scrive un post, si tagga Meta AI, e l’account risponde con informazioni più o meno pertinenti. Nel video promozionale fissato in cima al profilo si vedono esempi del tipo “perché tutti sono ossessionati dal matcha” oppure “come si pronuncia davvero Cannes”. Nulla di rivoluzionario, ma Meta punta chiaramente a rendere l’intelligenza artificiale parte integrante dell’esperienza su Threads.
Per il momento la funzione è in fase di test in cinque mercati: Argentina, Malesia, Messico, Arabia Saudita e Singapore. Una selezione geografica che evita deliberatamente Stati Uniti ed Europa, probabilmente per sperimentare il comportamento degli utenti in contesti meno esposti dal punto di vista mediatico. Ma la notizia ha comunque fatto il giro del mondo, perché il problema non è tanto dove sia disponibile Meta AI, quanto il modo in cui è stata gestita la possibilità di interazione da parte degli utenti.
Il blocco impossibile e la rabbia degli utenti
Aprendo il menu a tre puntini sul profilo di Meta AI, ci si aspetterebbe di trovare le solite opzioni: silenzia, smetti di seguire, segnala, blocca. Tutte presenti tranne l’ultima. L’opzione blocca semplicemente non c’è. Una scelta che appare del tutto deliberata, e che ha scatenato una reazione enorme.
Sotto i post di Meta AI, sotto quelli dell’account principale di Threads, e perfino sotto quelli di Connor Hayes, il responsabile della piattaforma, sono comparse centinaia di commenti indignati. La giornalista Karissa Bell di Engadget ha raccontato che la frase “Users cannot block Meta AI” era diventata trending topic su Threads con oltre un milione di post collegati. Dettaglio curioso: a un certo punto quel trend ha smesso di comparire nei feed di chi lo cercava. Potrebbe essere un caso legato agli algoritmi, oppure no.
Qualcuno ha anche provato a forzare la situazione, cercando nelle varie versioni dell’app se l’opzione di blocco comparisse comunque. A quanto pare, per una manciata di utenti il pulsante era visibile, ma cliccandoci sopra il sistema restituiva un errore.
La risposta ufficiale di Meta
Davanti alla valanga di critiche, Meta ha fatto parlare la portavoce Christine Pai, che ha provato a spiegare la questione con toni diplomatici. Ha detto che gli utenti possono gestire la propria esperienza con Meta AI durante la fase di test. Per chi non vuole vedere le risposte dell’intelligenza artificiale nel proprio feed, esistono delle alternative: si possono silenziare o nascondere le risposte, oppure usare l’opzione “Non mi interessa” sotto un singolo post.
Quindi niente blocco, solo la possibilità di evitare. Dal punto di vista del prodotto la logica è chiara. Meta ha investito miliardi nell’intelligenza artificiale, ha lanciato ad aprile il nuovo modello Muse Spark, e adesso ha bisogno che i suoi strumenti AI vengano usati, mostrati, discussi il più possibile. Un account che gli utenti possono bloccare in massa sarebbe stato un disastro in termini di engagement. La questione che resta aperta è se Meta cederà alla pressione oppure andrà avanti per la propria strada.
