A Brescia, tra laboratori e provette, un gruppo di ricercatori guidato da Elza Bontempi sta trasformando il concetto di “scarto” in qualcosa di sorprendente. Non parliamo di semplice riciclo, ma di un vero e proprio esperimento di magia scientifica, dove due materiali apparentemente destinati a rimanere un problema – la CO2 e i residui delle batterie al litio esauste – diventano protagonisti di un nuovo tipo di energia. E il bello è che tutto questo funziona grazie alla luce del sole, con una mano invisibile fornita dall’intelligenza artificiale.
CO2 e batterie obsolete generano energia grazie a un esperimento guidato dall’AI
Il percorso del gruppo non nasce dal nulla. Da anni studiano come recuperare il litio dalle batterie ormai esaurite, riuscendo a ottenere oltre il 90% del metallo senza ricorrere ad acidi aggressivi e consumando molta meno energia rispetto ai metodi tradizionali. Il progetto europeo Caramel li ha spinti oltre: costruire un impianto pilota industriale capace di dare una seconda vita alle batterie. Ma la svolta è arrivata quasi per caso. Dopo aver trattato i residui con microonde, i ricercatori hanno lasciato il materiale in frigorifero più a lungo del previsto. E lì è apparso un colore violaceo, insolito e affascinante.
Analizzando quella sostanza con l’aiuto dell’AI, è emerso che poteva funzionare da catalizzatore. Così è nato il Bat-Mal, il “Battery-derived Malate”, una polvere che ha la capacità di trasformare la CO2 in metano e monossido di carbonio. In piccoli reattori cilindrici esposti al sole e scaldati fino a circa 120 °C, la sostanza inizia a lavorare come un piccolo motore chimico, convertendo gas di scarto in energia utile.
I ricercatori sono entusiasti, ma non si fermano qui. L’obiettivo è rendere il processo continuo e applicabile su larga scala, in particolare nei settori industriali che producono più emissioni. L’idea è catturare la CO2 in uscita e trasformarla in energia riutilizzabile, chiudendo un ciclo virtuoso che riduce l’impatto ambientale e dà nuova vita a materiali altrimenti destinati a diventare rifiuto.
In un mondo dove la domanda di batterie cresce insieme alle energie rinnovabili e ai veicoli elettrici, trovare modi per gestire i rifiuti tecnologici diventa urgente. E l’uso dell’AI accelera il percorso, guidando i ricercatori verso applicazioni che senza di essa probabilmente non avrebbero mai scoperto. Alla fine, ciò che era considerato un problema si trasforma in un’opportunità: la scienza dimostra ancora una volta che anche dagli scarti più insoliti può nascere qualcosa di straordinario.
