C’è stato un nuovo lancio dal Wenchang Space Launch Center sull’isola di Hainan. La Cina infatti ha aggiunto un altro tassello alla costruzione della sua ambiziosa megacostellazione Guowang. È successo nelle prime ore del 13 agosto. Un razzo Long March 5B ha portato in orbita terrestre bassa l’ottavo gruppo di satelliti previsti dal progetto. L’operazione è stata condotta con successo dalla China Aerospace Science and Technology Corporation (CASC). E ha confermato il ritmo sempre più serrato delle missioni. In meno di tre settimane, Pechino ha effettuato ben quattro lanci. Un segno evidente di una strategia che punta a ridurre la distanza tecnologica da Starlink. La rete americana già operativa con oltre 8.000 satelliti.
Guowang e Qianfan: la doppia offensiva spaziale di Pechino
Il progetto Guowang ha l’obiettivo di raggiungere quota 13.000 satelliti. Ed è guidato dalla China Satnet. La società statale nata nel 2021. Tuttavia, ogni lancio trasporta in media solo otto o dieci unità. A causa delle dimensioni maggiori rispetto ai satelliti impiegati da SpaceX. Questo rende il processo più lento. Ma la Cina sembra disposta a compensare con un’elevata frequenza di missioni. Il programma si propone di fornire internet veloce su scala mondiale. Riducendo la dipendenza da infrastrutture straniere e posizionandosi come alternativa ai servizi offerti da Starlink e dal futuro Project Kuiper di Amazon.
Guowang non è l’unico progetto attivo nel panorama spaziale cinese. Un’altra megacostellazione, Qianfan – nome che significa “Mille vele” – è in fase di sviluppo dal 2024 e punta anch’essa a una copertura mondiale. L’espansione simultanea di entrambe le reti riflette un piano preciso. Assicurarsi una posizione dominante nello spazio delle telecomunicazioni, settore sempre più rilevante sul piano economico, tecnologico e geopolitico. Portare internet veloce in zone remote o isolate è uno degli obiettivi, ma restano aperti interrogativi su gestione del traffico spaziale, rischi di collisioni e impatto sull’astronomia.
La sfida lanciata a SpaceX è chiara. Se il colosso americano ha già mostrato la fattibilità tecnica di una rete così ampia, la Cina mira ora a replicarne il modello, adattandolo alle proprie risorse. Resta da vedere se Pechino saprà mantenere il ritmo necessario per completare la megacostellazione nei tempi stimati, trasformando una corsa tecnologica in una concreta rete alternativa mondiale.
