Il mercato globale dei televisori ha goduto di una leggera crescita nel primo semestre di quest’anno, nonostante tutto però le prospettive legate alla seconda metà del 2025 restano incerte, i dati però mostrano alcuni trend interessanti tra cui il ruolo sempre più dominante rappresentato dal segmento di televisori mini LED.
Il futuro vacilla
Secondo recenti dati raccolti da trend force, nei primi sei mesi di quest’anno le spedizioni hanno raggiunto quota 92,5 milioni di unità, il che rappresenta un incremento del 2% rispetto al medesimo periodo del 2024, la previsione annuale però è stata rivista a ribasso concentra 95 milioni di unità che rappresentano un calo dell’uno, 1% rispetto all’anno precedente.
Secondo la società, il rallentamento è da attribuire a due fattori principali, da un lato avremo l’aumento dei costi dei pannelli che limitano le campagne promozionali, rendendo difficile per i brand puntare forti sulle vendite, dall’altro purtroppo c’entrano le politiche commerciali della casa Bianca che hanno spinto molti consumatori ad acquistare in anticipo, soprattutto negli Stati Uniti dove le vendite sono cresciute del 2,3% su base annua anticipando così parte della domanda tipica della stagione natalizia.
Per quanto riguarda la competitività, dominare il mercato abbiamo le solite Samsung, TCL, HiSense, LG e Xiaomi, le quali rivendicano da soli il 65,6%, Samsung è rimasta stabile nelle spedizioni mentre TCL ha goduto di un incremento del 12,5% e Hisense del 7,3%.
Tra i segmenti più promettenti abbiamo per l’appunto il settore mini LED che destinato a crescere addirittura del 67% nel corso dell’anno con un totale di 12,9 milioni di unità e una penetrazione globale del 6,6%.
Ancora una volta emerge come affare da vere e proprio perno all’interno dei contesti di vendita siano per l’appunto le decisioni della casa Bianca e nello specifico la variabile dazi legata alle decisioni di Trump che sta mettendo il mercato in uno stato di forti instabilità, cambiando equilibri che normalmente erano altamente conservati, bisognerà vedere ora quali risposte ci daranno gli ultimi sei mesi dell’anno.
