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Samsung cambia strategia per la produzione chip
La scelta di introdurre una linea di packaging avanzato non è un semplice dettaglio tecnico. Samsung punta a proporsi ai clienti come fornitore capace di integrare in un’unica offerta la produzione in fonderia, la realizzazione di memorie e l’assemblaggio finale dei chip. È un approccio che, secondo l’azienda, rappresenta un elemento di differenziazione rispetto ai rivali diretti.
Allo stesso tempo, continuano i lavori per il primo impianto statunitense di Samsung. Quest’ultimo, situato a Taylor, in Texas, risulta costruito per il 91,8%. Considerando ciò, la fine dei lavori è prevista per ottobre. Mentre l’installazione dei macchinari è attesa per il 2026. La cleanroom, invece, dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno.
A determinare tale inversione di rotta è stato soprattutto il recente successo commerciale dell’azienda. L’ottenimento di contratti di alto profilo ha reso evidente la necessità di ampliare le capacità produttive negli Stati Uniti. E di dotarsi di un’infrastruttura locale per l’assemblaggio avanzato. Dietro a tale nuovo investimento, però, c’è anche un calcolo di natura strategico-politica. L’amministrazione Trump ha introdotto dazi doganali che incidono pesantemente sui prodotti realizzati fuori dal territorio americano. Portare una parte sempre più ampia della produzione sul suolo statunitense consentirebbe a Samsung di evitare tali tariffe aggiuntive.










