Negli Stati Uniti, i piani industriali di Samsung stanno per cambiare. L’azienda sudcoreana, secondo quanto riportato da SEDaily, è vicina a finalizzare un importante investimento aggiuntivo. Dal valore di 10.000 miliardi di won, ovvero circa 7,2 miliardi di dollari. Quest’ultimo è destinato ai propri impianti di produzione di semiconduttori. Tale nuova iniezione di capitali avrebbe come obiettivo la creazione di una linea dedicata all’advanced packaging dei chip. In origine, il piano di investimenti negli Stati Uniti ammontava a 44 miliardi di dollari e comprendeva sia la produzione dei chip sia il loro confezionamento. Eppure, la mancanza di clienti aveva spinto Samsung a rivedere i progetti, riducendo la cifra complessiva a 37 miliardi e cancellando proprio l’unità di packaging. Oggi, invece, lo scenario appare completamente mutato.
Samsung cambia strategia per la produzione chip
La scelta di introdurre una linea di packaging avanzato non è un semplice dettaglio tecnico. Samsung punta a proporsi ai clienti come fornitore capace di integrare in un’unica offerta la produzione in fonderia, la realizzazione di memorie e l’assemblaggio finale dei chip. È un approccio che, secondo l’azienda, rappresenta un elemento di differenziazione rispetto ai rivali diretti.
Allo stesso tempo, continuano i lavori per il primo impianto statunitense di Samsung. Quest’ultimo, situato a Taylor, in Texas, risulta costruito per il 91,8%. Considerando ciò, la fine dei lavori è prevista per ottobre. Mentre l’installazione dei macchinari è attesa per il 2026. La cleanroom, invece, dovrebbe essere pronta entro la fine dell’anno.
A determinare tale inversione di rotta è stato soprattutto il recente successo commerciale dell’azienda. L’ottenimento di contratti di alto profilo ha reso evidente la necessità di ampliare le capacità produttive negli Stati Uniti. E di dotarsi di un’infrastruttura locale per l’assemblaggio avanzato. Dietro a tale nuovo investimento, però, c’è anche un calcolo di natura strategico-politica. L’amministrazione Trump ha introdotto dazi doganali che incidono pesantemente sui prodotti realizzati fuori dal territorio americano. Portare una parte sempre più ampia della produzione sul suolo statunitense consentirebbe a Samsung di evitare tali tariffe aggiuntive.
