Instagram non smette di sperimentare. Nonostante le critiche degli ultimi mesi per il numero crescente di funzioni introdotte, l’app di Meta sta lavorando a un’idea che punta a far incontrare le persone partendo dalle passioni. Il nome provvisorio è “Picks” e, secondo le prime informazioni, permetterebbe di scegliere i propri film, serie TV, libri, videogiochi e canzoni preferiti.
Una volta compilata questa lista, Instagram confronterebbe le scelte con quelle dei propri amici, evidenziando eventuali punti in comune. L’obiettivo è semplice: fornire spunti per avviare conversazioni più personali, basate su interessi reali, e rafforzare i legami già esistenti.
L’indiscrezione e il contesto: cosa valuta Instagram
La novità è stata individuata dall’esperto di reverse engineering Alessandro Paluzzi, che spesso anticipa funzionalità ancora in fase interna. Al momento “Picks” non è disponibile pubblicamente e resta un test embrionale. Come spesso accade, non è detto che arrivi a un rilascio ufficiale: Instagram potrebbe decidere di abbandonarla se non dovesse funzionare come previsto.
Il progetto si inserisce comunque in un filone già tracciato dal capo di Instagram, Adam Mosseri, che a inizio anno aveva parlato della volontà di dare più spazio alla creatività e alle connessioni significative. Un segnale chiaro che la piattaforma vuole spingersi oltre la sola condivisione di foto e video.
Il rischio di fare “troppo”
Non è un mistero che alcune mosse recenti di Instagram non siano state accolte con entusiasmo. L’esempio di Instagram Map è ancora fresco: una funzione che molti hanno considerato superflua, al punto da chiedersi se l’app non stia inserendo più strumenti di quanti servano davvero.
“Picks”, in questo senso, sarà un banco di prova. Potrebbe rivelarsi un’idea vincente se introdotta con il giusto equilibrio, ma anche un’ulteriore aggiunta poco utilizzata se calata dall’alto senza ascoltare la community.
Se dovesse arrivare, il successo dipenderà dalla sua capacità di rendere i rapporti più spontanei, evitando la sensazione di un’ennesima funzione messa lì solo per riempire l’app.



