Sempre più spesso si decide di affidarsi all’intelligenza artificiale per risolvere un dubbio, un problema, o per portare a termine un progetto di lavoro o qualsiasi altro compito che richiede del tempo prezioso. Ma vi è mai capitato di fermarvi un attimo a pensare che vi trovate davanti a un assistente virtuale? Ma tali assistenti virtuali posseggono una coscienza? Domande che probabilmente alcuni di voi si saranno posti dato che ci si trova a portare a termine dei veri e propri dialoghi.
Ebbene, secondo quanto affermato da Geoffrey Hinton, premio Nobel e pioniere dell’intelligenza artificiale, i sistemi AI attuali sono coscienti. Un’affermazione che non fa altro che attirare l’attenzione di molti utenti incuriositi da tale questione. Scopriamo maggiori informazioni e dettagli in questo nuovo articolo.
AI: chatbot e coscienza
Un assistente virtuale sempre pronto a rispondere a qualunque quesito gli venga posto o molto di più? Se giornalmente ci si affida all’intelligenza artificiale e ai chatbot per risolvere progetti, compiti, generare immagini, redigere testi e molto altro, questi chatbot potrebbero nascondere ben altro.
Nonostante l’affermazione del premio Nobel, la comunità scientifica è nettamente divisa. Sebbene Geoffrey Hinton abbia sostenuto che i sistemi AI attuali sono già coscienti, non manca chi crede che non sia del tutto così. A tal proposito si è espresso anche Anil Seth dell’Università del Sussex. Seth crede infatti che la coscienza non sia solamente riferita alla semplice elaborazione di informazioni, ma va ben oltre. Manca difatti l’aspetto fisico, oltre a processi biologici che, come ben sappiamo, l’AI non possiede.
Tali affermazioni, dunque, non fanno altro che aprire un dibattito che andrà avanti sicuramente per molto tempo. Dopo le affermazioni del premio Nobel non possiamo escludere che arriveranno altre opinioni e studi. Non ci resta che attendere novità dal mondo dell’intelligenza artificiale e dagli esperti in materia.