Per anni, chi acquistava un iPhone poteva contare su una rivendita vantaggiosa. I dispositivi Apple, a differenza di molti concorrenti Android, riuscivano a mantenere un valore elevato anche a distanza di mesi. Ad oggi però sembra che non sia più così in quanto il valore degli iPhone di seconda mano sembra essere sempre più basso nel momento in cui gli utenti intendono venderli. Se prima si riuscivano a racimolare più soldi, oggi è davvero difficile non rimetterci quando l’intento è vendere per acquistare il modello nuovo.
Il confronto con il passato degli iPhone e il sorpasso dei concorrenti
Secondo l’analisi condotta da SellCell, dopo cinque mesi sul mercato l’iPhone 16 avrebbe perso il 35,4% del suo valore iniziale. Un dato che segna un peggioramento netto rispetto all’iPhone 13, che nello stesso arco di tempo aveva registrato una svalutazione del 24,7%. La differenza è significativa: oltre 10 punti percentuali in quattro generazioni. E non si tratta di un’oscillazione marginale, ma di un segnale chiaro di un cambiamento nella percezione del valore del prodotto.
Parallelamente, Samsung e Google sembrano guadagnare terreno proprio in quell’ambito in cui Apple aveva sempre primeggiato. Brand storicamente soggetti a rapide svalutazioni stanno ora dimostrando una maggiore tenuta nel tempo, complice anche un rinnovato interesse per dispositivi pieghevoli e funzionalità legate all’intelligenza artificiale.
Un segnale che arriva anche dal mercato USA
Il fatto che il fenomeno emerga negli Stati Uniti, mercato storicamente fedele ad Apple, rende la questione ancora più rilevante. L’introduzione di Apple Intelligence non ha generato l’entusiasmo sperato, mentre sul fronte dell’AI generativa e del design, i produttori Android sembrano aver guadagnato credibilità e attenzione. Basti pensare ai numeri record ottenuti dai pieghevoli Samsung nel mercato americano.
Il trend potrebbe rappresentare un cambio di passo più ampio, con Apple meno dominante anche in settori dove, fino a poco tempo fa, sembrava inattaccabile.
