Dopo averla introdotta sugli smartphone negli Stati Uniti e in India, Google porta la sua AI Mode anche sui tablet Android, confermando l’intenzione di spingere sempre più verso una visione della ricerca “AI-first”. L’aggiornamento è incluso nella versione beta 16.30 dell’app Google ed è attualmente in fase di rilascio graduale, a partire dal Pixel Tablet.
L’accesso alla modalità AI avviene in modo semplice e immediato. Una volta aperta l’app Google, l’opzione compare in due posizioni distinte: nella parte superiore del feed Scopri e come scorciatoia diretta nel Pixel Launcher o attraverso un widget dedicato. Un semplice tocco permette di avviare l’esperienza basata sull’intelligenza artificiale, che promette risultati ben strutturati e una maggiore leggibilità, grazie all’impiego del layout web in versione desktop.
In questo modo non ci sono dubbi: l’esperienza viene estesa ulteriormente e così gli utenti potranno farne largo utilizzo non per forza utilizzando solo ed esclusivamente lo smartphone.
Interfaccia ancora da ottimizzare, ma l’esperienza migliora grazie a Google
Al momento, l’interfaccia non è ancora completamente adattata ai formati tablet: appare infatti come una versione “allungata” di quella mobile, più funzionale in modalità verticale che in orizzontale. Un compromesso che Google dovrà probabilmente superare con un aggiornamento grafico dedicato, per sfruttare appieno gli spazi disponibili su display di dimensioni maggiori.
Nonostante ciò, l’integrazione dell’AI Mode rappresenta un netto miglioramento rispetto alla necessità di visitare manualmente il sito google.com/aimode tramite browser. La nuova funzione garantisce una navigazione più fluida e un’interazione diretta con i contenuti AI, senza passaggi intermedi.
L’attivazione o disattivazione dell’AI Mode può essere gestita facilmente dalle impostazioni dell’app Google. La novità non è ancora disponibile su iPad, dove l’app mantiene un’impostazione grafica più datata e priva dell’integrazione AI. Ancora una volta, Google conferma la priorità data all’ambiente Android, sia nei tempi di rilascio che nella sperimentazione delle sue tecnologie più avanzate.
