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Vacanze 2025: viaggiare costa quasi il doppio rispetto al 2019

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Vacanze 2025: voli e hotel costano fino al doppio rispetto al 2019, spingendo quasi metà degli italiani a rinunciare al viaggio.

C’è voglia di partire, lo si percepisce ovunque: tra gli scaffali dei supermercati pieni di valigie e solari, tra le conversazioni distratte in ufficio e nei mille post con tramonti e spiagge condivisi sui social. Ma quest’anno, più che in passato, c’è anche un pensiero che accompagna la voglia di evasione: quanto ci costerà davvero andare in vacanza?

 

I rincari trasformano la vacanza in un lusso per pochi

Secondo il Codacons, parecchio. L’associazione ha confrontato i prezzi attuali con quelli dell’estate 2019 – giusto prima che il mondo cambiasse volto con la pandemia – e i risultati non sono affatto rassicuranti. Non si parla di piccoli rincari fisiologici, ma di veri e propri balzi in avanti che rischiano di trasformare una semplice vacanza in un lusso per pochi. Chi prende l’aereo, ad esempio, oggi spende in media quasi il doppio rispetto a sei anni fa. E non va meglio con i voli internazionali o europei, dove l’aumento si aggira comunque intorno al 60%. I traghetti non fanno eccezione, così come treni, autobus, carburanti e pedaggi. Insomma, qualsiasi mezzo si scelga, il portafoglio ne risente.

Ma il viaggio è solo l’inizio. Anche una volta arrivati a destinazione, i costi non accennano a diminuire: hotel, appartamenti, campeggi e servizi turistici vari sembrano rincarati ovunque, tanto che – secondo i dati – quest’estate le vacanze costano mediamente il 30% in più rispetto al 2019. E per molte famiglie italiane questa cifra rappresenta un ostacolo insormontabile. Lo conferma il dato forse più eloquente: quasi la metà degli italiani ha deciso di restare a casa. Non perché manchi la voglia di partire, ma perché le possibilità economiche lo impediscono.

La villeggiatura, che per decenni è stata sinonimo di spensieratezza e diritto al riposo, rischia ora di diventare un privilegio. E nel frattempo, chi rimane in città cerca di ritagliarsi comunque momenti di pausa, magari al parco o sul balcone di casa. Perché, anche se i prezzi salgono, il bisogno di staccare non conosce inflazione.

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