L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha inflitto una sanzione da 1 milione di euro a Infinite Styles Services Co. Ltd, la società che gestisce i siti europei di Shein, per aver diffuso informazioni fuorvianti in merito al proprio impegno ambientale. Al centro del provvedimento ci sono i cosiddetti green claim, ovvero messaggi promozionali che vantano azioni di sostenibilità ambientale, ritenuti però poco trasparenti e potenzialmente ingannevoli.
Secondo l’Antitrust, i contenuti pubblicati sulle sezioni “#SHEINTHEKNOW”, “evoluSHEIN” e “Responsabilità sociale” del sito it.shein.com non offrivano un’informazione chiara e verificabile sull’effettivo impatto ambientale dei capi e delle pratiche aziendali. I messaggi risultavano generici o eccessivamente enfatizzati, creando un’immagine del brand più green di quanto dimostrato dai fatti.
Comunicazioni poco chiare e affermazioni fuorvianti
Uno dei punti contestati riguarda la presentazione di un ipotetico “sistema circolare” e della riciclabilità dei prodotti nella sezione #SHEINTHEKNOW. Secondo AGCM, si tratta di affermazioni prive di fondamento concreto. Ad essere stata giudicata ingannevole e anche la linea “evoluSHEIN by Design”. Inizialmente era stata promossa come un’iniziativa sostenibile, ma poi si è rivelata marginale rispetto all’intera produzione del brand. Sono poi subentrati anche dati concreti mancanti in merito ai benefici ambientali.
C’è stato un problema anche per quanto concerne la comunicazione sugli obiettivi riguardanti la riduzione delle emissioni, come il taglio del 25% entro il 2030 e l’azzeramento entro il 2050. Gli inquirenti hanno rilevato che queste dichiarazioni non sono state supportate con piani dettagliati e sarebbero state contraddette da dati che mostrano un aumento delle emissioni nel periodo più recente.
Il provvedimento sottolinea come, per un’azienda attiva nel settore del fast fashion, noto per il suo impatto ambientale elevato, sia richiesto un livello di responsabilità maggiore nella comunicazione di impegni ecologici. La sanzione arriva dopo una multa di 40 milioni di euro già inflitta in Francia per motivi analoghi. La situazione sembra quindi molto ingarbugliata ma intanto la sanzione è chiara.
