La Russia sta puntando sull’automazione per ridurre la perdita umana in guerra. Il nuovo sistema Shturm trasforma vecchi carri armati T-72 e T-90 in robot da combattimento senza equipaggio, capaci di operare nelle zone più pericolose, come le città devastate dai conflitti. Durante recenti prove sul campo, documentate in un video diffuso dall’analista militare Andrei_bt, i veicoli hanno mostrato le loro potenzialità. Si tratta di una vettura di comando altamente blindato, costruito su scafo di carro armato, che coordina fino a cinquanta mezzi robotizzati entro un raggio d’azione di tre chilometri.
Robot da battaglia: la vecchia tecnologia al servizio della guerra moderna
Questi tank, dotati di corazza rinforzata e lame da bulldozer per rimuovere ostacoli, nascono per missioni rischiose in ambienti urbani. Alcune versioni montano un cannone da 125 millimetri accorciato, capace di ruotare liberamente anche in strade strette. Altre varianti sono equipaggiate con lanciarazzi termobarici RPO-2 “Shmel”, mitragliatrici PKTM o addirittura sistemi di lancio multiplo da 220 millimetri simili a quelli del TOS-1A. L’obiettivo di tutto ciò è quello di permettere ai robot di colpire posizioni fortificate senza esporre soldati al fuoco nemico.
Dietro l’innovazione si nasconde una strategia economica. I robot corazzati russi sfruttano scafi di carri dismessi, opportunamente modificati, riducendo costi di produzione e tempi di allestimento. Il Ministero della Difesa ha affidato lo sviluppo a Uralvagonzavod, storica azienda produttrice di tank, che ha testato configurazioni diverse per soddisfare specifiche esigenze tattiche. Alcuni prototipi combinano cannoni automatici da 30 millimetri e razzi RPO-2, mentre la variante più pesante raggiunge le cinquanta tonnellate ed è già candidata a ospitare un cannone da 152 millimetri.
Nonostante il progetto punti alla completa remotizzazione, i filmati delle esercitazioni rivelano che almeno un veicolo conserva un equipaggio di sicurezza a bordo. Questo dettaglio indica che la guida totalmente autonoma non è ancora pienamente affidabile. La presentazione ufficiale della configurazione completa del sistema Shturm fa pensare che Mosca stia accelerando verso l’impiego operativo. In un conflitto come quello ucraino, dove droni e robot stanno trasformando le tattiche sul campo, questi mezzi potrebbero offrire alla Russia un nuovo vantaggio strategico, bilanciando la scarsità di personale e la crescente minaccia di attacchi a basso costo.
