Sui nuovi Google Pixel 10 iniziano ad arrivare conferme anche sul fronte più atteso: quello del prezzo. Secondo quanto riportato da Androidheadlines, non ci saranno brutte sorprese. Non ci saranno aumenti, almeno secondo quanto trapela in queste ore.
Per quanto riguarda infatti uno dei modelli che sarà tra i più acquistati, ovvero il nuovo Pixel 10 Pro, questo dovrebbe partire da 999 dollari nella versione da 128 GB. Per quanto concerne gli altri prezzi per gli Stati Uniti, dovrebbero essere i seguenti: 1.099 dollari per 256 GB, 1.219 per 512 GB e 1.449 per la configurazione da 1 TB. Anche per quanto riguarda il Pixel 10 Pro Fold, il pieghevole dell’azienda, non dovrebbe esserci alcun aumento: dovrebbe costare 1.799 dollari per la versione da 256 GB, con i tagli da 512 GB e 1 TB a 1.919 e 2.149 dollari.
La vera novità è nel Pro XL
Il cambiamento più significativo riguarda però il Pixel 10 Pro XL. Google infatti potrebbe dire definitivamente addio alla versione da 128 GB: si partirà infatti molto probabilmente direttamente da 256 GB, con un prezzo fissato a 1.199 dollari, cioè lo stesso che lo scorso anno era riservato alla stessa capacità sul modello 9 Pro XL. In pratica, il listino resta invariato, ma cambia il punto d’ingresso nella gamma. Le configurazioni da 512 GB e 1 TB saranno vendute a 1.319 e 1.549 dollari.
Anche il Pixel 10 base resta fermo
Il Pixel 10 base, invece, dovrebbe essere proposto a 799 dollari per il modello da 128 GB, oppure 899 per quello da 256 GB. Nessuna variazione rispetto alla generazione attuale.
A rendere l’offerta più completa ci pensa anche una serie di abbonamenti inclusi. Chi sceglie un modello della linea Pro riceverà un anno di Google AI Pro, con accesso a Gemini Advanced, 2 TB di spazio su Google One, sei mesi di Fitbit Premium e tre mesi di YouTube Premium. Sul modello base, Google offrirà invece sei mesi di AI Pro e Fitbit, più i soliti tre mesi di YouTube Premium.
In un panorama dove i prezzi tendono a salire a ogni nuova generazione, la scelta di Google di puntare sulla continuità – con qualche aggiustamento intelligente – potrebbe fare la differenza.
