Secondo le ultime indiscrezioni, la nota società californiana avrebbe ordinato a TSMC la bellezza di 300.000 chip H 20, pensati nello specifico per il mercato cinese, l’ordine in base a quanto emerge da fonti riservate, rappresenta una netta inversione di marcia rispetto alla strategia prevista inizialmente che prevedeva la società tingere unicamente alle scorte già presenti, con quest’ultime che ammontavano un numero tra 600.000 e 900.000 unità, tenendo in considerazione questi numeri si arriva facilmente ad un totale di circa 1 milione di acceleratori per il 2025, il tutto in linea con i volumi venduti nel corso del 2024.
Questa decisione arriva all’interno di un contesto di geopolitico decisamente delicato che vede coinvolti USA e Cina e soprattutto l’amministrazione Trump che sta cercando in tutti modi di arginare i rapporti commerciali con la nazione orientale, non a caso recentemente aveva messo al bando la vendita di prodotti di questo genere verso la Cina per paura che venissero utilizzati a scopi bellici e magari anche contro l’America stessa, divieto poi revocato ma senza un via libera definitivo, non a caso le licenze di esportazione necessarie per spedire i chip in Cina non sono ancora state approvate.
Si ma con restrizioni
Nello specifico, il chip H20 è nato in risposta alle restrizioni imposte dall’America nel 2023 che hanno colpito ovviamente i modelli più performanti della nota società che non possono essere venduti alla Cina, di conseguenza la società tinta di verde si è dovuta adattare riprogettando i chip in modo da farli rientrare all’interno di stringenti requisiti, non a caso il chip in questione mantiene la compatibilità con l’ecosistema software ma offre prestazioni inferiori rispetto ai modelli destinati ai mercati occidentali, la nuova versione dovrebbe includere moduli di memoria HBM3E e non HBM3.
Ovviamente la società non ha potuto rinunciare completamente al mercato cinese e ha dovuto per forza trovare una soluzione che permettesse quantomeno di mantenere il mercato orientale intatto, dal quale attinge costantemente una grossa fetta dei propri profitti.
