In Italia si continua a scegliere l’auto privata anche per brevi spostamenti e succede anche quando esistono alternative. Il risultato? Un traffico cittadino sempre più ingestibile. Secondo l’Osservatorio Aipark, il 30% della congestione urbana deriva dalla sola ricerca di parcheggio. Si resiste al cambiamento, anche davanti all’evidenza. Tre italiani su quattro preferiscono restare al volante, affrontando ogni giorno stress, ritardi e inquinamento. L’Italia conta 693 auto ogni 1.000 abitanti, una cifra superiore alla media europea. Il traffico non è solo una questione di numeri, è piuttosto un sintomo. Dietro ogni auto in coda c’è una scelta, spesso evitabile. Perché continuare a girare senza sosta, sprecando tempo e carburante, quando esistono alternative più rapide?
Parcheggi introvabili: nelle città lo spazio per le auto non basta più
Il vero buco del sistema è la mancanza cronica di parcheggi per le auto. Lo studio dell’Osservatorio parla chiaro: ne mancano 670 mila per raggiungere un equilibrio minimo. A Roma c’è un posto ogni 39 residenti, a Napoli uno ogni 31 auto. Il “numero ideale”? Uno ogni dieci. La carenza è più evidente nei grandi centri. A Roma ne servirebbero 190 mila, a Milano 83 mila, a Torino 6 mila, a Napoli 56 mila. Il tempo medio per trovare parcheggio in Europa? 15 minuti. In Italia? Si arriva a oltre 30. In questo tempo si potrebbero fare mille altre cose ,invece si gira e si rigira, si aspetta ed intanto si inquina.
Ora, più degli anni passati, si punta a una nuova mobilità e si comincia dalle infrastrutture smart. Le città stanno integrando digitalizzazione, sostenibilità e connettività. Una strategia che consente di governare meglio gli spostamenti. Non più solo parcheggi, ma hub urbani pensati per i bisogni reali . All’European Parking Association Awards 2025, l’Italia parteciperà con cinque progetti. La trasformazione passa da una politica integrata della mobilità e le aree di sosta per le auto diventano leve per migliorare la qualità urbana. Si può così ridurre l’inquinamento, incentivare i mezzi alternativi, alleggerire il traffico auto, almeno si spera.
