C’è un aspetto molto concreto e quotidiano che potrebbe presto farsi sentire nelle tasche di tutti noi: il prezzo della benzina. Nelle ultime ore, l’attacco di Israele all’Iran ha scosso i mercati internazionali, e uno degli effetti immediati si è visto nel costo del petrolio, che è schizzato in alto con un balzo dell’8%, arrivando a 74 dollari al barile. Una notizia che, per chi guida, non è certo delle più rassicuranti.
Attacco in Medio Oriente spinge il petrolio, aumenti benzina a rischio
Per ora, alla pompa, non si sono ancora visti aumenti evidenti — ma il timore è che la situazione possa cambiare molto presto. E qui entra in gioco il Codacons, che lancia un allarme chiaro: attenzione ai possibili rincari su benzina e diesel, proprio ora che ci avviciniamo al periodo delle vacanze estive. L’associazione chiede al Governo di muoversi in fretta, per evitare che eventuali speculazioni facciano lievitare i prezzi in modo ingiustificato.
Il punto, infatti, è che il carburante che stiamo usando oggi è stato acquistato mesi fa, quando il greggio costava meno. Eppure, nella storia recente, non sono mancati i casi in cui i listini sono saliti già dopo poche ore da uno scossone sui mercati, anche se non c’erano ancora motivi reali per farlo.
Per questo, il Codacons invita le autorità a mettere in campo tutti i controlli possibili, soprattutto adesso che milioni di italiani stanno programmando partenze e spostamenti. Un rialzo dei carburanti significherebbe non solo spese più alte per gli automobilisti, ma anche ricadute sui costi del trasporto e dei beni.
Insomma, il caro benzina potrebbe tornare a far parlare di sé molto presto. E in un periodo come quello estivo, in cui ci si aspetta un po’ di leggerezza, sarebbe davvero il caso di evitare che un pieno diventi un lusso. Ora la palla passa al Governo: saprà evitare che l’allarme diventi realtà?
