Lo spazio ha questa fama da eterno silenzioso. Come se sopra di noi ci fosse solo calma piatta, un vuoto muto che fluttua in eterno. In realtà, basta alzare un po’ lo sguardo – metaforicamente, ma anche scientificamente – per rendersi conto che è tutto tranne che tranquillo. Là fuori succede di tutto: getti di particelle, venti solari che soffiano a velocità folli, campi magnetici che si contorcono come se fossero elastici tirati troppo. E in mezzo a tutto questo movimento, la Terra se la cava piuttosto bene. Ma non da sola.
NASA lancia TRACERS per studiare le scintille magnetiche delle aurore
Il nostro pianeta è avvolto da una specie di bolla invisibile: la magnetosfera. Una barriera naturale che ci protegge da questo caos cosmico. Eppure non è impenetrabile. Quando il Sole decide di alzare un po’ la voce, quando il vento solare si fa impetuoso e carico di energia, ecco che iniziano a vedersi le crepe. Non nel senso che “ci fa male”, ma nel senso che succedono cose incredibili.
Una di queste è la riconnessione magnetica. Detta così sembra una faccenda da fisici, e in effetti lo è, ma anche affascinante per chiunque ami l’idea che il cielo non sia mai fermo. È come se le linee del campo magnetico si spezzassero e si rincollassero all’improvviso, sprigionando un’energia pazzesca. È questo che scatena le aurore boreali. Belle, sì, ma dietro c’è una fisica potentissima che può anche mandare in tilt satelliti e reti elettriche.
Ed è qui che arriva TRACERS, la nuova missione della NASA. . Voleranno a pochi secondi di distanza l’uno dall’altro, per osservare esattamente quando e come accade quella specie di “scintilla magnetica” che cambia tutto. Un esperimento finissimo, pensato per capire meglio i meccanismi che regolano il nostro cielo.
Il razzo che li porterà in orbita – un Falcon 9 della SpaceX – decolla oggi. Doveva partire ieri, ma niente di grave: c’è stato un problema con lo spazio aereo. A bordo ci sono anche altri strumenti interessanti, tra cui uno per le comunicazioni interplanetarie e un piccolo cubesat che studierà come ripulire l’orbita dalle particelle più dannose.
In sostanza, non è solo un lancio spaziale. È come aprire una finestra su quella danza magnetica che ci protegge, ci meraviglia, e che – per una volta – proveremo a capire davvero da vicino.
