Se non hai mai messo piede su Roblox, può sembrare un mistero. Un gioco? Un social? Un negozio digitale? In realtà è un po’ di tutto questo, ma soprattutto è una piattaforma dove chiunque può costruire il proprio mondo virtuale — e magari anche farci una fortuna. E non è un modo di dire: Roblox è diventato uno dei giganti silenziosi del mondo videoludico. Più grande di Steam, con centinaia di milioni di utenti e un’economia interna che fa girare la testa.
Dentro Roblox: la piattaforma dove i teenager creano imperi digitali
Eppure, la formula è semplice. Roblox non è un gioco in senso stretto: è un contenitore, una specie di universo parallelo in cui ogni esperienza è stata creata da qualcun altro, magari da un ragazzino con un’idea brillante e tanta voglia di sperimentare. Alcuni giochi ricordano un po’ Second Life, altri sembrano la versione più giocosa di Minecraft. Ma la verità è che nessun paragone regge davvero: Roblox è una cosa a sé.
Oggi ha una base mensile di 380 milioni di utenti — per capirci, Steam si ferma a poco più di un terzo — e ogni giorno più di 85 milioni di persone si connettono per esplorare nuovi giochi, vestire i propri avatar e, sempre più spesso, per lavorare. Sì, perché su Roblox c’è chi ha trasformato la propria passione in un vero business. Come nel caso di Grow a Garden, un giochino dove si coltiva un orto ma che ha fatto numeri da capogiro: 21 milioni di utenti in un solo giorno e 12 milioni di dollari generati in un mese. Tutto creato da un ragazzo di 16 anni.
E questo non è un caso isolato. Ci sono giochi acquistati per milioni, skin che si vendono come panini caldi, e un sistema chiamato DevEx che permette di convertire i Robux — la moneta interna del gioco — in denaro reale. Non è un percorso semplice, certo: serve tempo, studio, costanza e una buona dose di fortuna. Ma il fatto che migliaia di ragazzi (e non solo) stiano riuscendo a farlo la dice lunga sul potenziale di questa piattaforma.
Mentre molti parlano di metaverso come qualcosa di lontano, in fondo Roblox ci è già dentro da un pezzo. E se ancora sembra tutto troppo assurdo, forse vale la pena dare un’occhiata: non per giocare, magari, ma per capire dove sta andando il futuro dell’intrattenimento digitale — e non solo.
