Costruire un orologio nucleare sembra uscito da un romanzo di fantascienza, eppure è un obiettivo reale, su cui lavorano da anni scienziati di tutto il mondo. La sua particolarità non è solo nella precisione — nettamente superiore rispetto agli attuali orologi atomici — ma nel modo completamente diverso in cui misura il tempo: invece di osservare gli elettroni attorno al nucleo, guarda direttamente dentro il nucleo stesso.
Fisici teorici vogliono usare il torio per ascoltare la materia oscura, non solo il tempo
Il protagonista di questa storia è il torio-229, un elemento raro, delicato e radioattivo, difficile da ottenere e molto costoso. Ciò che lo rende davvero unico è la sua energia di transizione incredibilmente bassa, che permette di interagire con il nucleo in modi finora impensabili. Ed è proprio qui che arriva una scoperta affascinante.
Un gruppo di fisici teorici del Weizmann Institute, guidato da Gilad Perez, ha proposto un’idea audace: non aspettare che l’orologio nucleare sia completamente pronto per usare il torio-229. Perché non sfruttarlo subito come strumento per cercare la materia oscura?
La materia oscura è quella misteriosa sostanza che compone la maggior parte della massa dell’universo, ma che non possiamo né vedere né toccare. Eppure, secondo i ricercatori, potrebbe lasciare tracce sottilissime. Queste piccole influenze potrebbero agire sulle costanti fondamentali della natura, e quindi manifestarsi nel comportamento del nucleo del torio.
Non si tratta di effetti spettacolari o visibili a occhio nudo: parliamo di fluttuazioni minuscole nella massa del nucleo o nel suo spettro energetico. Ed è proprio questa estrema sensibilità che rende il torio-229 un’“antenna” perfetta per captare queste variazioni misteriose.
Siamo ancora lontani dal trovare risposte definitive, ma una cosa è certa: il tempo, da oggi, potrebbe non servire più soltanto a misurare i secondi, ma anche a indagare ciò che finora è rimasto invisibile.
