A Starbase, in Texas, le cose non stanno mai ferme troppo a lungo. Anche quando qualcosa esplode.
Elon Musk punta al decimo test Starship, nonostante l’ultima esplosione
È successo il 18 giugno: un’esplosione in piena regola ha mandato in fumo il prototipo di Starship destinato al decimo volo di prova. Il test statico dei motori non era ancora partito davvero quando il serbatoio di azoto nel cono di prua ha ceduto, trasformando la Ship in un ricordo. Eppure, in pieno stile SpaceX, il fallimento è stato archiviato in fretta. Il team ha identificato la causa e, quasi senza perdere un colpo, ha iniziato a lavorare su una nuova unità. Nessun dramma. Solo una nuova tappa nel percorso.
Elon Musk ha confermato che l’obiettivo è ancora lanciarsi — letteralmente — entro tre settimane. Se tutto va secondo i piani, Starship tornerà a volare prima della fine dell’estate. E non è un volo qualsiasi: è il decimo test, il quarto solo quest’anno, e un nuovo passo avanti nel tentativo (ambizioso, certo) di costruire un sistema di lancio completamente riutilizzabile.
Finora, i risultati sono stati misti. La parte superiore, la Ship, è andata distrutta negli ultimi tre voli. Ma il booster Super Heavy, lo stadio inferiore, sta iniziando a comportarsi come si deve: ha già completato due atterraggi con successo, tornando tra le braccia dei giganteschi “chopsticks” della torre di lancio. Sì, braccia meccaniche che lo afferrano al volo, come in un videogioco.
Il nono volo ha aggiunto un altro tassello: per la prima volta, il booster usato era già stato in missione. Anche se il recupero questa volta non è andato a segno, il segnale è chiaro: SpaceX spinge sull’acceleratore. Ogni lancio insegna qualcosa. Ogni tentativo si avvicina un po’ di più all’obiettivo finale.
Perché qui non si tratta solo di far volare un razzo. Si tratta di riscrivere le regole del trasporto spaziale. E anche quando qualcosa va storto, SpaceX continua a costruire — con fiamme, fuoco e test esplosivi — il futuro dei viaggi oltre la Terra.