La NASA ha da poco annunciato che non renderà più accessibile al pubblico il National Climate Assessment. Ovvero il principale rapporto federale sugli effetti del cambiamento climatico negli Stati Uniti. Tale decisione arriva dopo che la Casa Bianca aveva assegnato all’agenzia spaziale il compito di ospitare il documento sul proprio sito, in seguito alla chiusura del portale originario, globalchange.gov. La NASA ha però scelto di non adempiere a questa richiesta. La sua risposta? Non esiste alcun obbligo legale che possa costringerli a farlo.
Tagli alla ricerca e dati oscurati: la NASA nel mirino della comunità scientifica
Nel rapporto sono contenute analisi fondamentali e informazioni rilevanti. Tutte basate su dati verificati e revisionati, che aiutano governi locali e comunità a pianificare strategie di difesa da fenomeni sempre più frequenti come tempeste, incendi, alluvioni e siccità. Il documento, pubblicato ogni quattro o cinque anni, è considerato una delle fonti più autorevoli sulla crisi climatica a livello nazionale. La mancata pubblicazione online rappresenta dunque un passo indietro nella trasparenza e nell’accessibilità dei dati pubblici.
Mentre la NASA rifiuta di ospitare il rapporto, la proposta di bilancio federale per il 2026 propone una riduzione del 47% dei fondi destinati alla ricerca scientifica dell’agenzia. Un colpo durissimo che arriva in un momento già critico per il settore. Secondo il New York Times, centinaia di scienziati impiegati nella stesura della prossima edizione del rapporto, prevista per il 2028, sarebbero già stati licenziati.
Anche se le edizioni passate del National Climate Assessment restano disponibili negli archivi della NOAA, l’assenza di un sito ufficiale compromette l’organizzazione e la facilità d’uso delle informazioni. La comunità scientifica parla apertamente di sabotaggio alla trasparenza. Ma soprattutto di ostacolo al progresso delle politiche climatiche. La scelta della NASA, pur legittima dal punto di vista formale, risulta così gravemente dannosa in termini di accessibilità dei dati e consapevolezza pubblica.
