C’era già chi parlava di lui come del futuro “amministratore astronauta”, un outsider con le carte in regola per rivoluzionare la guida della NASA. Jared Isaacman, imprenditore milionario, ex pilota da caccia e protagonista di missioni spaziali private, sembrava destinato a diventare il volto nuovo dell’esplorazione americana. Ma poi, qualcosa si è incrinato. E nel giro di pochi giorni, quella che sembrava una nomina blindata si è trasformata in un caso politico.
Tra SpaceX e Washington: il caso Isaacman che ha bloccato la NASA
Il colpo di scena è arrivato quasi in sordina, mescolato tra le righe di uno dei soliti, torrenziali post di Donald Trump su Truth Social. In mezzo a un attacco piuttosto diretto contro Elon Musk — reo, secondo l’ex presidente, di voler fondare un suo partito politico — è spuntato anche il nome di Isaacman. Trump ha ammesso di averlo preso in seria considerazione, su consiglio proprio di Musk. “Sembrava molto capace”, ha scritto. Poi, però, il tono è cambiato. La doccia fredda è arrivata con una frase secca: “Non sapevo fosse un democratico convinto, uno che non ha mai donato un centesimo ai repubblicani”. Una scoperta, racconta Trump, che avrebbe spiazzato anche Musk.
Ma oltre al colore politico, c’è dell’altro. Il presidente ha insinuato un potenziale conflitto di interessi, sottolineando quanto sarebbe stato inopportuno affidare la NASA a “un grande amico di Elon”, quando proprio Elon ha in mano una fetta importante del settore spaziale con SpaceX. Insomma, la nomina avrebbe rischiato di trasformarsi in una scomoda alleanza tra pubblico e privato, con contorni un po’ troppo sfumati.
Isaacman non ha lasciato correre. La sua risposta è arrivata rapida, e non da una conferenza stampa, ma con un post su X. Tono composto, ma determinato: ha negato qualsiasi legame personale con Musk, ribadendo che il loro rapporto è solo professionale. E soprattutto, ha smontato la narrazione politica, definendosi “moderatamente conservatore”, con una lunga lista di donazioni — ben documentate — fatte per lo più al Partito Repubblicano.
Resta il fatto che, con l’uscita di scena di Isaacman, la NASA torna in stand-by. Per ora, la guida resta a Janet Petro, in attesa di sapere chi sarà il prossimo nome che dovrà cercare di volare alto… senza pestare i piedi a nessuno.
