La sostituzione di Google Assistant con Gemini prosegue con costanza e sta coinvolgendo un numero sempre più ampio di smartwatch. Dopo il debutto su Pixel e Galaxy Watch, il nuovo assistente vocale basato sull’intelligenza artificiale è ora disponibile anche su dispositivi di altri produttori, come OnePlus e OPPO. L’unico requisito richiesto è che l’orologio monti Wear OS 4 o una versione più recente.
Gemini si attiva semplicemente con la voce
L’app Gemini compare automaticamente nel cassetto delle applicazioni dopo l’aggiornamento, rendendo immediatamente disponibili tutte le sue funzionalità. Gli utenti possono attivarlo con la voce, utilizzando le classiche frasi “Ok Google” o “Ehi Google”, oppure assegnare l’assistente a un tasto fisico. È possibile anche configurare il riquadro dedicato, ma va impostato da zero anche se precedentemente usato con Assistant. Per sapere se l’aggiornamento è già disponibile, basta controllare nel Google Play Store dello smartwatch alla voce “Gestisci app”. Gemini è pronto a rivoluzionare l’interazione con l’orologio, senza stravolgere l’esperienza d’uso a cui gli utenti sono abituati.
Nel frattempo, anche l’app Google Home per Wear OS sta ricevendo un’interessante novità. Dopo l’annuncio del 10 giugno, durante il lancio ufficiale di Android 16, Google ha iniziato a distribuire la possibilità di creare scorciatoie personalizzate per ciascun dispositivo smart direttamente dall’orologio. Fino a oggi, le scorciatoie erano limitate ai dispositivi preferiti, ma con questo aggiornamento l’accesso e la gestione diventano molto più flessibili.
Per modificare la lista dei dispositivi visibili sullo smartwatch, basta aprire l’app Google Home sul polso, toccare il tasto “Modifica” e selezionare “Apri sul telefono”. Da qui si può personalizzare completamente la visualizzazione, decidendo cosa mostrare e in quale ordine. La nuova funzione è disponibile con la versione 2.78.4.2 su Wear OS e la 3.35.55.0 su Android, ma solo per chi partecipa alla Anteprima Pubblica. L’iscrizione si effettua facilmente dall’app mobile, senza passaggi complessi o installazioni separate.
Queste novità dimostrano quanto Google punti sull’integrazione tra dispositivi e sull’uso dell’intelligenza artificiale per migliorare la vita quotidiana.
