OpenAI ha annunciato l’introduzione del ChatGPT Agent, una nuova evoluzione del suo sistema conversazionale che va ben oltre la generazione di testi. L’agente non si limita più a rispondere o suggerire, ma è in grado di eseguire operazioni complesse in autonomia, interagendo attivamente con il web e le app attraverso un browser virtuale integrato.
L’obiettivo è trasformare ChatGPT in un assistente operativo, capace di prendere in carico attività articolate, dal lavoro alla vita quotidiana. Una volta attivata la modalità “Agent”, è possibile affidargli compiti che normalmente richiederebbero tempo e attenzione, come creare report aziendali, stilare presentazioni basate su analisi di mercato o incrociare dati di calendario con le ultime notizie relative ai clienti.
Dalla spesa online alla pianificazione di una cena
Le potenzialità dell’agente si estendono anche alla sfera personale. Può ad esempio cercare una lampada vintage giapponese con parametri precisi di prezzo, stile e spedizione gratuita, confrontare le offerte migliori e aggiungere le opzioni selezionate a un carrello per un’analisi finale. Oppure può organizzare una cena a tema, compilare la lista degli ingredienti, selezionare un servizio di delivery e portare avanti la procedura fino al checkout.
Bisogna chiarire ovviamente che ogni azione viene comunque compiuta con l’utente pronto a controllare: può infatti subentrare il caso in cui servano richieste esplicite di autorizzazione, soprattutto con i dati sensibili o con operazioni più complesse.
Disponibilità limitata e standard di sicurezza elevati
Al momento, il ChatGPT Agent è disponibile nel Regno Unito per gli abbonati ai piani Pro, Plus e Team. Per l’Italia, e per altri mercati, sarà necessario attendere ulteriori verifiche. OpenAI ha spiegato che il lancio globale è subordinato a revisioni esterne, già in corso, e comunicherà a breve le prossime date di rilascio.
Per garantire un utilizzo responsabile, l’azienda ha attivato i protocolli di sicurezza più restrittivi previsti per ambiti sensibili come la biologia e la chimica, pur non avendo rilevato al momento scenari d’uso malevoli in questi settori.


