Bitcoin continua la sua impressionante scalata. Infrangendo così nuovi record e attirando l’attenzione mondiale. Nella notte tra domenica e lunedì, il suo valore ha superato per la prima volta la soglia simbolica dei 123.000 dollari. Prima di stabilizzarsi appena sotto. È una corsa senza precedenti che ha già portato un guadagno superiore al 30% solo nei primi mesi del 2025. Ma dietro l’euforia dei numeri, alcuni esperti mettono in guardia: il rally in corso non sarebbe sintomo di forza economica, bensì un campanello d’allarme.
ETF e fondi pensione spingono l’ascesa di Bitcoin
Secondo un’analisi della newsletter finanziaria The Kobeissi Letter, Bitcoin si troverebbe ora in una cosiddetta “modalità crisi”. In pratica, il valore della criptovaluta starebbe aumentando in modo anomalo, in contrasto con tassi d’interesse ancora alti e condizioni macroeconomiche sfavorevoli. A scatenare l’ascesa sarebbe stato, secondo gli analisti, il maxi pacchetto di spesa pubblica approvato dal presidente Trump. Da quel momento Bitcoin ha guadagnato oltre 15.000 dollari in pochi giorni, mentre crescono le preoccupazioni per l’inflazione e la stabilità fiscale degli Stati Uniti.
La narrativa di Bitcoin come “oro digitale” si rafforza ogni giorno, con performance che lo mettono in diretta competizione con l’oro fisico. Secondo Charlie Bilello, strategist di Creative Planning, mai prima d’ora questi due asset rifugio avevano viaggiato così vicini in classifica, rendendo evidente il clima di incertezza che domina i mercati mondiali. In questo scenario, a sostenere la corsa di Bitcoin c’è anche l’afflusso massiccio di capitali istituzionali, attratti dai nuovi ETF legati alla criptovaluta.
Questi strumenti consentono agli investitori di partecipare al mercato senza possedere direttamente il token, facilitando l’ingresso di grandi volumi di denaro. Coinbase prevede che una seconda ondata di capitali arriverà non appena i consulenti finanziari statunitensi saranno ufficialmente autorizzati a raccomandare questi ETF ai propri clienti. Ciò aprirebbe la strada a miliardi provenienti da fondi pensione e conti previdenziali.
Il tutto avviene in concomitanza con la “Crypto Week” di Washington, dove si decidono le prossime regole sullo status legale delle criptovalute. Un contesto che, secondo molti osservatori, segna un passaggio storico: Bitcoin non è più solo una scommessa speculativa, ma uno strumento di protezione nel caos economico.
