In Texas le immagini delle strade allagate e dei veicoli sommersi sono state ampiamente condivise nelle scorse settimane. Le alluvioni hanno colpito in particolare l’area di Houston e altre zone del sud-est dello stato, provocando danni considerevoli. Di fronte ad un evento così estremo, sui social si è però fatto strada uno scenario diverso da quello reale. La colpa – secondo alcuni – non sarebbe delle piogge stagionali o del cambiamento climatico, ma di un presunto utilizzo intenzionale del cloud seeding, la tecnica che stimola artificialmente le precipitazioni.
Secondo questa teoria del complotto diventata virale, le autorità avrebbero causato deliberatamente l’alluvione attraverso la dispersione di sostanze chimiche, con lo scopo di manipolare il meteo. Un’ipotesi che ha attirato migliaia di condivisioni, ma che manca completamente di basi scientifiche.
Cos’è davvero il cloud seeding, il fenomeno delle piogge torrenziali e delle fake news dopo l’alluvione in Texas
Il cloud seeding è una tecnica meteorologica usata da decenni in tutto il mondo, inclusi alcuni stati americani. Consiste nel “seminare” le nuvole con particelle (solitamente ioduro d’argento o anidride carbonica solida) per stimolare la condensazione e favorire la pioggia. Tuttavia, il suo effetto è lieve, imprevedibile e localizzato: non può in alcun modo causare temporali di intensità catastrofica né provocare fenomeni estremi come quelli registrati in Texas.
Le istituzioni coinvolte nei programmi meteo hanno smentito qualsiasi correlazione tra le attività di cloud seeding e le recenti piogge. Anche il calendario degli interventi pubblicamente consultabile non mostra operazioni attive nelle aree colpite nelle ore precedenti l’alluvione.
Perché fake news come queste circolano così in fretta
Il legame tra eventi naturali e spiegazioni alternative è diventato sempre più comune in rete. Fenomeni complessi vengono semplificati e piegati a narrazioni complottiste che, pur prive di riscontri reali, fanno presa su chi cerca risposte immediate. In questo caso, la paura dell’imprevedibilità climatica ha alimentato l’illusione di un controllo nascosto a tutti. La disinformazione trova terreno fertile quando qualcosa viene frainteso, e il cloud seeding, per quanto reale, diventa facile bersaglio di distorsioni. Resta invece centrale capire che il clima sta diventando più estremo per cause ben note, e che la vera sfida è l’adattamento ad una reale emergenza climatica.
