In Cina non si limitano più a seguire le innovazioni globali, ma hanno decisamente pigiato sull’acceleratore, soprattutto nel settore della robotica. I numeri sono chiari: nel 2024 la produzione di robot industriali è cresciuta del 14,2%, con oltre mezzo milione di unità. Ma il vero colpo di scena arriva dai robot umanoidi — un mercato che vale già miliardi e che, secondo le stime, potrebbe esplodere entro il 2030. Secondo Morgan Stanley, più della metà delle aziende del settore ha già base in Cina. Non si tratta più solo di “fabbricare meglio”, ma di diventare il punto di riferimento globale.
Robot industriali e umanoidi: la Cina diventa il nuovo hub globale
E poi c’è lui: Black Panther II, un robot quadrupede sviluppato dalla startup Mirror Me, che sembra uscito da un film di fantascienza ma è più reale che mai. Di recente ha fatto il suo debutto in TV, davanti a milioni di telespettatori sulla CCTV, correndo i 100 metri in appena 13,17 secondi. E non è neanche il suo record personale: in laboratorio è andato ancora più veloce.
Per capire quanto sia impressionante questo risultato, basti pensare che il precedente detentore del Guinness World Record, il robot Hound della Corea del Sud, impiegava ben 6 secondi in più. Un’enormità in termini di velocità. Black Panther II ha toccato punte di 9,7 metri al secondo su pista, arrivando persino a sfiorare gli 11 m/s durante i test. Giusto per fare un paragone, anche il celebre WildCat di Boston Dynamics si ferma sotto gli 8,9 m/s.
Mirror Me però non si ferma a questi successi. È una startup giovanissima — nata a Shanghai da studenti e professori dell’Università di Zhejiang — ma con obiettivi già chiari. Entro un paio d’anni vogliono costruire un robot bipede capace di correre come un atleta, e nel giro di cinque puntano a un umanoide assistente personale. Non solo veloci, ma anche utili e presenti nella nostra vita quotidiana.
Insomma, sembra proprio che i robot del futuro stiano arrivando prima del previsto. E molto probabilmente parleranno cinese.
