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Grok 4 attinge dalla mente di Elon Musk per rispondere agli utenti?
Non si tratta di un comportamento casuale. I “chain of thought” interni, ovvero le sequenze logiche annotate dal sistema nel corso del ragionamento, mostrano che la ricerca delle opinioni di Musk è parte integrante del processo di risposta. Nonostante Grok cerchi di offrire un equilibrio tra posizioni diverse, il suo allineamento con il pensiero del fondatore emerge con chiarezza.
Tale dinamica solleva interrogativi sulla reale indipendenza del modello e sulla sua capacità di fornire informazioni non influenzate da bias interni. A complicare il quadro c’è la totale mancanza di trasparenza da parte di xAI. La società non ha rilasciato le cosiddette system card, fondamentali per comprendere come il modello sia stato addestrato, a differenza dei principali concorrenti.
Nonostante le polemiche, Grok 4 ha ottenuto risultati competitivi nei benchmark. Quest’ultimo, infatti, ha superato alcuni dei modelli proposti da OpenAI e Google. xAI lo propone oggi a un prezzo premium di 300 dollari mensili per singoli utenti. Con soluzioni API per le aziende. Il progetto punta a rendere Grok parte integrante dell’ecosistema X e, nel lungo termine, ad inserirlo anche nei veicoli Tesla.










