Wemo, marchio appartenente a Belkin e noto nel mondo della domotica, ha recentemente comunicato via email una decisione che cambierà l’esperienza di molti suoi clienti. L’azienda ha, infatti, annunciato la fine del supporto tecnico e delle funzionalità cloud per numerosi dispositivi. Tale scelta comporterà lo spegnimento dei server che alimentano l’applicazione Wemo, con l’effetto immediato di bloccare il controllo remoto, le automazioni smart e le integrazioni con gli assistenti vocali come Alexa e Google Home. Di fatto, molte funzioni che rendevano tali prodotti convenienti e all’avanguardia diventeranno inutilizzabili.
Wemo: dettagli sul recente annuncio per la domotica
Le conseguenze non sono trascurabili. Interruttori, prese, sensori e dispositivi smart commercializzati anche in tempi recenti smetteranno di operare. Gli utenti che avevano costruito un sistema per la domotica su misura con tali dispositivi si troveranno improvvisamente privi di una parte fondamentale del proprio ecosistema tecnologico. Belkin ha motivato la decisione parlando della necessità di focalizzarsi su nuove priorità aziendali. Tra cui l’adozione di tecnologie emergenti come lo standard Matter, ma ciò non ha evitato il malcontento di chi si sente tradito da un investimento ormai compromesso.
Rientrano in tale categoria modelli come il Wemo Smart Light Switch, il dimmer WDS060, vari modelli di prese smart tra cui la Mini Smart Plug e quella da esterno. Oltre ad accessori più recenti dotati di tecnologia Thread, come il videocitofono WDC010 e il deviatore WLS0503.
Anche se il quadro generale è piuttosto critico, una parte degli utenti potrà comunque continuare a utilizzare i propri dispositivi. Ciò grazie alla compatibilità con HomeKit. Molti accessori Wemo prodotti dopo il 2021 possono, infatti, essere integrati nel sistema Apple, che consente il funzionamento locale dei dispositivi, senza passare per i server di Belkin. In tal modo, le funzioni principali continueranno ad essere disponibili tramite i dispositivi come iPhone o Apple Watch. Ciò anche dopo l’interruzione del servizio cloud.
