Samsung ha appena svelato i nuovi Galaxy Watch 8 e Watch 8 Classic, presentandoli in grande stile insieme a Fold 7 e Flip 7. Jong Min Choi, ingegnere biomedico a capo del team che sviluppa sensori e algoritmi per la salute in casa Samsung, dal 2013 lavora a tutto ciò che rende gli smartwatch Samsung dei piccoli laboratori portatili. E ha raccontato parecchie cose interessanti.
Samsung Watch 8 analizza la rigidità arteriosa e capisce quando dormire
Si parte da lontano: nel 2021 Samsung ha creato un sensore “3 in 1” capace di misurare frequenza cardiaca, SpO2 e BIA (impedenza bioelettrica) in un unico chip. L’anno dopo è arrivato il sensore a infrarossi per la temperatura cutanea, preciso anche in movimento. Nel 2023, un’altra spinta in avanti con nuovi LED blu, gialli, viola e UV per migliorare l’accuratezza.
Il Galaxy Watch 8 fa un passo ulteriore: il design della scocca è stato ripensato per aderire meglio alla pelle, e questo cambia molto di più di quanto sembri.
Ma il vero salto sta dentro: nuovi dati, nuove metriche, nuove funzioni che – va detto – non si erano mai viste prima su uno smartwatch. Si parte dal sonno, analizzato secondo il “modello a due processi” di Borbély, uno dei più usati nella scienza del sonno. L’orologio incrocia i dati per capire qual è il momento ideale per andare a dormire: non solo in base all’orario, ma a come sta reagendo il tuo corpo giorno per giorno.
Poi arriva una chicca mai vista prima: l’indice di antiossidanti. Sì, proprio così. Il Galaxy Watch 8 può stimare i livelli di carotenoidi nella pelle, indicatore legato all’assunzione di frutta e verdura. È una specie di specchio della tua dieta, che cambia nel tempo a seconda di cosa mangi (e bevi). L’ingegnere Choi ci ha persino mostrato i suoi grafici personali. E sì: a Natale anche lui ha esagerato.
C’è anche molta attenzione al cuore: il Watch 8 analizza la rigidità arteriosa durante il sonno, osservando la forma dell’onda PPG – un modo per capire se i tuoi vasi sanguigni sono flessibili come dovrebbero. E, altra novità assoluta, arriva anche il rilevamento dei battiti ectopici (PAC e PVC), quelli che fanno sentire il cuore “saltare un colpo” – niente paura, spesso sono benigni, ma sapere che ci sono è già un primo passo utile.
Ultimo punto? L’accuratezza. Samsung sa bene che se uno smartwatch lancia troppi falsi allarmi, la gente corre dal medico anche quando non serve. Per questo stanno lavorando con estrema cautela, integrando anche tecnologie AI che potrebbero in futuro simulare ECG a 12 derivazioni partendo da un solo segnale.
Il Galaxy Watch 8 non è solo un aggiornamento estetico: è un passo deciso verso l’integrazione tra scienza medica e tecnologia indossabile. E forse, per la prima volta, uno smartwatch inizia davvero a capire come stiamo. Non solo quanto camminiamo.