La corsa alla luminosità degli schermi sta diventando uno dei terreni di scontro più accesi tra i produttori di smartphone, e a quanto pare Honor avrebbe intenzione di spingersi davvero oltre. Stando ad alcune indiscrezioni, l’azienda sarebbe al lavoro su un display capace di toccare i 10000 nit di picco, un numero che sulla carta lascia a bocca aperta ma che, a guardarlo con un minimo di lucidità, fa sorgere più di una domanda.
Perché un conto è leggere una cifra da capogiro su una scheda tecnica, un altro è capire cosa significhi davvero nell’uso di tutti i giorni. I 10000 nit di cui si parla sono un valore di picco, ossia il massimo raggiungibile in condizioni molto specifiche e per brevissimi istanti, non certo la luminosità costante con cui ci si ritrova davanti agli occhi mentre si scorre la home o si guarda un video.
Numeri record o pura strategia di marketing
Il dubbio, a questo punto, è legittimo. Serve davvero uno schermo così potente oppure si tratta dell’ennesima trovata pensata più per fare colpo nelle presentazioni che per migliorare l’esperienza reale di chi usa il telefono? Gli attuali smartphone di fascia alta si attestano già su valori che permettono una visibilità ottima anche sotto il sole diretto, e raddoppiare o triplicare quei numeri rischia di tradursi in un vantaggio percepibile soltanto in situazioni estreme.
C’è poi il tema, niente affatto secondario, dei consumi. Un pannello capace di raggiungere picchi simili richiede una quantità di energia notevole, paragonabile a quella di componenti che siamo abituati ad associare più al mondo dei computer che a quello degli smartphone. Spingere la luminosità massima a livelli così alti significa mettere sotto stress sia la batteria sia la gestione termica del dispositivo, due aspetti che gli utenti tengono sempre più in considerazione al momento dell’acquisto.
Resta il fatto che Honor sembra voler cavalcare questa tendenza, in un momento in cui la concorrenza tra i grandi marchi si gioca anche su dettagli tecnici sempre più estremi. La sfida dei nit, partita quasi in sordina qualche anno fa, è diventata un vero e proprio campo di battaglia, con cifre che crescono di generazione in generazione e che spesso superano abbondantemente le reali necessità d’uso.