Anche se in rete si è generato un certo entusiasmo, Samsung Auto DeX non rappresenta una reale alternativa ad Android Auto. A fare chiarezza è un’approfondita analisi pubblicata da Android Authority, che evidenzia come la nuova soluzione proposta dall’azienda sudcoreana non abbia lo scopo di sostituire il noto sistema di intrattenimento di Google. In effetti, quanto emerso inizialmente, la creazione di una nuova interfaccia per auto, diversa sia da Android Auto che dal già esistente Samsung Auto (limitato al mercato cinese), ha alimentato molte aspettative, rivelatesi infondate.
Samsung Auto DeX è solo un nome, non una vera funzione
SamsungAuto, infatti, resta disponibile solo in Cina. Anche installando manualmente l’app e il relativo plugin Baidu CarLife+, scaricabile esclusivamente dallo store cinese Samsung, non si riesce ad attivare completamente il sistema senza una specifica unità di bordo compatibile. Alcuni utenti sono riusciti nell’impresa utilizzando sistemi Ford SYNC 3, ma solo dopo averli riconfigurati come unità cinesi. Questi limiti tecnici, uniti a possibili vincoli commerciali con Google, spiegano perché il servizio non sia destinato al mercato mondiale.
Il nome “Samsung Auto DeX“ ha generato confusione, ma non si tratta di una nuova interfaccia progettata per le auto. Questo termine si riferisce semplicemente a una modalità desktop attivabile attraverso un display esterno. L’interfaccia mostrata non è stata pensata per la guida, la presenza della barra di navigazione sullo schermo lo conferma. In sostanza, si tratta di un adattamento non ufficiale dell’esperienza DeX di Samsung, pensato per proiettare contenuti su un display, ma lontano dall’offrire un’esperienza per l’automobile.
Auto DeX nasce più come un espediente tecnico che come un prodotto pensato per l’uso quotidiano in auto. Non è prevista una distribuzione ufficiale globale, né sono in corso progetti per competere direttamente con AndroidAuto. Seppur interessante da un punto di vista tecnologico, resta confinato a una nicchia di utenti esperti. In più il progetto resta legato alla Cina, almeno per ora.
