Quando si parla di caccia di quinta generazione, vengono in mente nomi come l’F-35, il Su-57, o il J-20 cinese. Ma da qualche tempo anche la Turchia vuole dire la sua. E lo fa con il KAAN, il suo jet futuristico firmato Turkish Aerospace Industries, che non solo ambisce a volare basso sui radar, ma ora promette anche di sparare raggi laser contro i missili. Sì, davvero. Laser. Quelli veri.
La Turchia punta su laser e innovazione con il KAAN
Il KAAN, già in fase avanzata di sviluppo, non vuole semplicemente essere l’ennesimo caccia invisibile con armi nascoste e sensori di ultima generazione. Vuole giocare in prima linea. E per farlo, ha bisogno di difendersi in modo efficace da una delle minacce più insidiose nei cieli moderni: i missili a ricerca di calore. Piccoli, letali e ormai in mano a chiunque, persino a gruppi non statali, questi ordigni sono la vera bestia nera degli aerei, soprattutto a bassa quota. I classici flare? Sempre meno efficaci. Serve qualcosa di nuovo. Di più diretto.
È qui che entra in scena lo YILDIRIM-100, un sistema sviluppato da Aselsan, che ha già superato i primi test dal vivo con risultati decisamente promettenti. In pratica, funziona così: il missile viene avvistato, tracciato e poi… accecato da un raggio laser. Il tutto avviene in automatico, in frazioni di secondo, prima che il pilota possa anche solo rendersi conto di cosa stia succedendo. Sembra roba da film, ma è già realtà.
Il sistema, compatto e compatibile con gli standard NATO, è stato progettato per essere installato tanto su aerei moderni quanto su quelli più datati. Ed è proprio da qui che si partirà per sviluppare la prossima generazione: YILDIRIM-300, ancora più precisa, ancora più potente, pensata su misura per i riflessi e le manovre del KAAN.
La sensazione è che la Turchia stia facendo sul serio. Non solo cerca il suo posto nel club dei grandi produttori di aerei da combattimento, ma sembra anche voler alzare l’asticella con idee che fino a ieri suonavano troppo ambiziose. O troppo hollywoodiane.
