Il Galaxy Z Fold 7 segna l’ultima tappa di un percorso di importante trasformazione tecnologica. Quando nel 2019 Samsung lanciò il primo Galaxy Fold, il concetto di smartphone pieghevole era ancora acerbo. Quel dispositivo, spesso 17,1 mm da chiuso, rappresentava però un’innovazione radicale. Un display flessibile capace di offrire funzionalità da tablet in un formato compatto. Col tempo, l’azienda sudcoreana ha raffinato il progetto, intervenendo su ogni millimetro. L’evoluzione delle cerniere è stata centrale. Dal modello Hideaway introdotto nel Galaxy Z Fold2 al meccanismo a movimento lineare del Fold 4, fino alla Flex Hinge del Fold 5. Ogni modifica ha portato con sé una riduzione dello spessore, un miglioramento nella sensazione d’uso e una maggiore affidabilità meccanica.
Ecco come il Samsung Galaxy Z Fold 7 è diventato così sottile
Il modello Fold 6, con la doppia cerniera simmetrica, ha ulteriormente ottimizzato la chiusura e ha permesso aperture flessibili. Offrendo così una nuova modalità d’uso tra i 75 e i 115 gradi. Con l’arrivo del nuovo Galaxy Z Fold 7, si raggiunge un nuovo traguardo. Il suo spessore chiuso si ferma a 8,9 mm. Mentre da aperto scende a 4,2 mm. Il display esterno passa a 6,5 pollici, mentre quello interno cresce fino a 8 pollici, aumentando dell’11% rispetto al modello precedente. La nuova cerniera Armor FlexHinge consente non solo una struttura più compatta, ma anche una maggiore resistenza. Mantenendo così un equilibrio tra estetica e funzionalità.
È importante sottolineare che, anche considerando tali progressi, i pieghevoli continuano a portarsi dietro alcune criticità. La percezione di fragilità, i dubbi sulla durata nel tempo e la complessità del sistema di chiusura sono, infatti, ancora presenti. Eppure, Samsung sembra intenzionata a superare tali limiti con costanza. Il Galaxy Z Fold 7 dimostra che la riduzione dello spessore non è un vezzo, ma parte di una strategia che punta a rendere i dispositivi pieghevoli una componente stabile e matura del settore mobile.
