Gestire la privacy degli Stati su WhatsApp sta per diventare molto più semplice e granulare. La piattaforma di messaggistica sta infatti testando una funzione che permette di decidere, aggiornamento per aggiornamento, chi può vedere cosa. Non più solo la scelta generale tra “tutti i contatti” o “i miei contatti eccetto…”, ma qualcosa di più mirato, che ricorda da vicino il meccanismo degli amici più stretti già visto su Instagram. Il rilascio è partito per alcuni beta tester sia su iOS che su Android, attraverso le versioni più recenti disponibili rispettivamente su TestFlight e sul Google Play Store. La novità era emersa inizialmente nella beta per Android 2.26.5.13 ed è ora in fase di distribuzione progressiva.
Il meccanismo di base degli Stati di WhatsApp resta invariato. Quello che cambia è il momento della pubblicazione: quando si condivide un nuovo contenuto, compare un’opzione aggiuntiva che permette di scegliere se mostrarlo a tutti i contatti abilitati oppure a una selezione specifica di persone. È un passaggio in più, ma piuttosto intuitivo. La prima possibilità messa a disposizione riguarda proprio il gruppo degli amici più stretti: un cerchio ristretto di contatti, pensato per aggiornamenti più personali. La gestione avviene direttamente dalla schermata dedicata alla privacy degli Stati, dove si possono aggiungere o rimuovere persone in qualsiasi momento. Dettaglio importante: le modifiche valgono solo per i contenuti pubblicati dopo l’aggiornamento della lista. Gli Stati già online restano visibili al pubblico scelto in origine. E WhatsApp non invia alcuna notifica quando qualcuno viene aggiunto o tolto da un gruppo, quindi tutta la gestione rimane invisibile agli altri.
Non solo amici stretti: in arrivo anche i gruppi personalizzati
Ma la funzione non si limita a un unico cerchio ristretto. WhatsApp sta testando anche la possibilità di creare più gruppi personalizzati, ciascuno pensato per un contesto diverso. Si potranno organizzare selezioni come “Famiglia”, “Colleghi” o “Studenti”, decidendo volta per volta a quale pubblico destinare ogni singolo Stato. È una soluzione che torna particolarmente utile a chi utilizza l’app sia per le relazioni personali sia per il lavoro o la scuola, e che finora doveva accontentarsi di filtri molto più grossolani.
La creazione di un nuovo gruppo avviene sempre dalla schermata della privacy degli Stati. Quando l’opzione è attiva, compare un pulsante “Nuovo” che avvia la configurazione: viene chiesto di assegnare un nome al gruppo, scegliere un’emoji rappresentativa e selezionare i contatti da includere. Per gli amici più stretti, l’app assegna automaticamente l’emoji della stella. Questi dettagli non sono puramente estetici. Quando qualcuno riceve uno Stato condiviso tramite un gruppo personalizzato, può effettivamente vedere il nome e l’emoji associati. Il che significa che vanno scelti con un minimo di criterio, perché indicano a chi guarda l’aggiornamento il tipo di pubblico per cui è stato pensato.
Come riconoscere gli Stati condivisi con un pubblico ristretto
C’è poi un elemento visivo che rende tutto immediatamente riconoscibile. Gli Stati condivisi con un pubblico ristretto vengono contrassegnati da un anello viola attorno all’indicatore, sia nella lista chat che nella scheda Aggiornamenti. È un segnale rapido per capire quando un contenuto è stato indirizzato a una cerchia specifica di persone. Chi non fa parte del gruppo, semplicemente non vede nulla: nessuna notifica, nessuno Stato visibile, nessun indizio del fatto che quell’aggiornamento esista. Resta da capire quando queste funzioni usciranno dalla fase beta per raggiungere tutti gli utenti di WhatsApp nella versione stabile dell’app.


