In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Cosa pensano i produttori del Stop Killing Games?
La VGE è un’associazione che riunisce alcune delle più grandi aziende del settore. Come Sony, Nintendo, Ubisoft, EA, e molte altre. Quest’ultima sostiene che una legislazione che obbliga a mantenere attivi i giochi online porterebbe serie difficoltà pratiche. Ciò soprattutto per i modelli economici legati ai “live service”. Secondo l’associazione, la chiusura dei server è spesso una necessità dettata da fattori economici e tecnici. Non si tratta di una decisione arbitraria, ma di un passo inevitabile quando un gioco non è più in grado di sostenersi.
Inoltre, affermano di rispettare le normative sulla tutela dei consumatori, garantendo avvisi tempestivi e trasparenti quando si verificano modifiche rilevanti. Ma per i promotori di Stop Killing Games, tutto ciò non è sufficiente. Se i server vengono spenti, allora bisognerebbe quantomeno offrire strumenti alternativi per salvare le funzionalità base del gioco. O anche per permettere alla comunità di mantenere i titoli attivi autonomamente.
VGE, però, considera tale proposta rischiosa. Condividere strumenti di gestione potrebbe esporre i giochi a modifiche non controllabili. Compromettendo così la sicurezza, la privacy degli utenti e la conformità legale. Inoltre, il mantenimento dei server privati richiederebbe risorse aggiuntive. Aumentando i costi e disincentivando lo sviluppo di nuovi giochi online.










