La capacità di rimanere concentrati si sta progressivamente riducendo. Ciò fino a raggiungere livelli sorprendentemente bassi. A tal proposito, è emblematica un’indagine condotta tra il 2 e il 5 maggio 2025 dall’Ohio State University Wexner Medical Center e College of Medicine. Secondo tale analisi, oggi la soglia media di attenzione si aggira intorno agli otto secondi. È un tempo brevissimo, sufficiente per perdere il filo di ciò che si sta facendo o leggendo. Tale dato solleva svariati interrogativi. In particolare, sulle abitudini quotidiane e sulle pressioni che influenzano la mente. Il sondaggio ha coinvolto oltre mille adulti statunitensi. Ciò con l’obiettivo di identificare le principali cause di tale distrazione cronica.
Cala la soglia di attenzione: ecco i dettagli del sondaggio
Lo stress e l’ansia sono indicati dal 43% degli intervistati come fattore predominante che ostacola la concentrazione. Seguono la mancanza di sonno (39%) e l’uso di dispositivi digitali (35%). Anche il disinteresse verso ciò che si sta facendo gioca un ruolo non trascurabile (31%). Così come la tendenza a fare più cose contemporaneamente (23%). Altri elementi, come la sedentarietà (21%), una dieta inadeguata (20%) e condizioni cliniche specifiche come l’ADHD (18%), completano il quadro. Solo una minoranza, il 25%, afferma di non avere problemi di attenzione.
La dottoressa Evita Singh, specialista del Dipartimento di Psichiatria e Salute Comportamentale dell’Ohio State, ha commentato tale scenario. Ha dichiarato che molte persone vivono in uno stato costante di sovraccarico mentale. In cui il pensiero continuo e l’ansia consumano le risorse cognitive disponibili. Il multitasking, poi, finisce per peggiorare la situazione. Creando una sensazione di insoddisfazione e stanchezza mentale che può degenerare in disturbi più gravi, come la depressione.
Per contrastare tale tendenza, Singh ha elaborato un approccio chiamato “Take Five”. Il metodo punta a ristabilire la centralità dell’attenzione attraverso semplici abitudini. Tra cui concedersi pause regolari, concentrarsi su un compito alla volta, ridurre le fonti di distrazione ed eliminare il multitasking. Tali interventi aiutano a rieducare il cervello alla calma e alla focalizzazione. Se i problemi di attenzione si rivelano persistenti e invalidanti, però, è importante cercare supporto professionale.